GEAPRESS – Tra ignoranza, colpevole noncuranza e sottovalutazione l’Italia intera ne è piena. Si tratta dell’Eternit, la micidiale fibra di cemento-amianto brevettata agli inizi del secolo, che di ‘eterno’ ha certamente la pericolosità. Migliaia le morti cosiddette ‘silenziose’, per i tempi lunghi con cui si può manifestare la malattia. In particolare è la polvere di amianto,  una volta respirata, ad essere altamente cancerogena. Già negli anni 60 se ne conoscevano i tremendi effetti sulla salute dell’uomo, ma si dovette attendere fino al 1992 perché una legge nazionale lo mettesse al bando.

Oggi lo smaltimento dell’eternit è regolamentato eppure sia negli ambienti rurali che in quelli urbanizzati, come sottolinea la stessa Forestale, vi sono innumerevoli manufatti in cui è presente la fibra di amianto. L’ignoranza a volte, ma ancor di più i costi di smaltimento inducono le persone a sbarazzarsi del pericoloso materiale in maniera non corretta, mettendo a repentaglio la propria e le altrui vite.

Ne è un chiaro esempio l’ultimo caso occorso in provincia di Reggio Calabria. Qui, a Montebello Jonico, a seguito di segnalazione, i Forestali del Comando Stazione di Bagaladi, hanno rinvenuto numerose lastre di eternit accatastate in un terreno in località Embrisi.  Il terreno era stato dato in concessione ad un 43enne affinché vi potesse ricoverare i mezzi meccanici di sua proprietà impiegati per la lavorazione dei terreni agricoli limitrofi. L’uomo ha ammesso di avere lui stesso abbandonato le lastre di eternit accanto agli stessi mezzi.

I Forestali lo hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria, contestandogli il reato con colpa di abbandono di rifiuti pericolosi ai sensi del D.Lgs 152/06, mentre l’area ove si trovano le lastre di eternit abbandonate è stata opportunamente isolata e sottoposta a sequestro.

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