GEAPRESS – Nei giorni scorsi qualche voce era girata. Vedrete, dicevano i ben informati, che le spiagge per i cani le destineranno in luoghi dove non si può fare nient’altro (in Sicilia ne hanno fatto una nel bel mezzo delle raffinerie di petrolio).

Forse, e non è detto che questa fosse l’intenzione del Comune di Reggio Calabria, anzi la LIPU ha giudicato importante la scelta di istituire un luogo per i quattro zampe. Un impegno mantenuto, già in altra spiaggia a Catona, e sicuro indicatore, dicono alla LIPU, di sensibilità e cultura. Solo che il Comune un’altra spiaggia per i cani, vuole farla nei pressi di Punta Pellaro, nel bel mezzo di un’area salvata dalla speculazione, e tutt’ora inserita in un comprensorio dove la natura ancora regna sovrana.

Posti più unici che rari, considerato il massacro edilizio che hanno dovuto subire le nostre coste. I cani non sarebbero neanche un problema, ma quel luogo, oltre ad ospitare le piccole uova (indistinguibili da un sassolino) deposte dal grazioso Fratino, piccolo uccello limicolo sempre più raro, è anche la spiaggia di nidificazione della tartaruga marina. Fatto, quest’ultimo, palesemente incompatibile non di per sè con i cani, quanto con la semplice frequentazione dell’uomo.

Peccato, ma non c’era proprio nessun altro posto dove andare a fare la spiaggia attrezzata?

La LIPU rivolge ora un appello al Comune di Reggio Calabria, affinchè pensi ad una diversa collocazione. Viene però da chiedersi, nella disgraziata ipotesi che la spiaggia fosse stata inglobata dalle orrende villette tutte uguali, se veniva lo stesso destinata all’uso con i cani. Probabilmente no, gli ususfruitori delle villette a schiera avrebbero protestato. Del resto distruzione della natura e protezione degli animali, sono cose incompatibili.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati