lupa Brancaleone
GEAPRESS – Inervento del nucleo di Reggio Calabria del CABS, in merito al ritrovamento del corpo di un presunto lupo a Condofuri (RC).

L’animale sarebbe stato ucciso a colpi di arma da fuoco. Era adagiato in terra nei pressi del paese in un posto ben visibile e riportava al collo un fazzoletto di colore rosso. Improbabile che il lupo sia stato ucciso sul posto. Verosimilmente, come già successo in altre occasioni, è stato collocato nel piccolo comune alle porte del Parco Nazionale dell’Aspromonte, dopo essere stato ucciso in altro posto.

Secondo i volontari CABS, specializzati nelle azioni  antibracconaggio, quel fazzoletto al collo è un messaggio di scherno,  voluto quale ulteriore elemento di sfida da parte di chi i lupi li uccide dove e quando vuole.

Questa gente rimane impunita – ha riferito a GeaPress Giovanni Malara, responsabile reggino del CABS –  La zona si trova non lontano dal comprensorio dove venne trovato altro lupo esposto. Si trattava di una femmina colpita anch’essa da colpi di arma da fuoco ed esposta in una panchina di Brancaleone (nella foto). Nessuno ha mai riferito ufficialmente di quel lupo così come non sono noti gli esiti dell’esami autoptici e le analisi genetiche. Anche se si fosse trattato di un ibrido tra lupo e cane, o addirittura di un  cane, nulla toglie della gravità del gesto che anche questa volta rimarrà quasi sicuramente senza colpevoli“.

Secondo notizie di stampa, sul posto del ritrovamento di Condifuri è intervenuta la Polizia di Stato ed il Corpo Forestale dello Stato.

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