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GEAPRESS – Si è fatto di tutto per far fallire questo referendum. Dal mancato “Election Day” che accorpasse il voto sulle trivelle alle elezioni amministrative all’estrema politicizzazione della campagna referendaria, all’invito all’astensione. Così il WWF dopo i risultati del referendum cosiddetto “trivelle”. Tuttavia l’associazione evidenzia come dalle urne emerge una richiesta fortissima affinché vengano cambiate le politiche energetiche del nostro paese. Questo nonostante non sia stato raggiunto il quorum.


“Milioni di italiani –
afferma il WWF – hanno chiesto che gli accordi sul clima sottoscritti a Parigi vengano applicati e vogliono per l’Italia un futuro rinnovabile. A conclusione di questa consultazione popolare è bene dire che il governo ha la maggiore responsabilità per aver portato l’Italia al referendum rispetto a una norma sulla proroga delle concessioni delle piattaforme offshore, inserita all’ultimo momento nella Legge di Stabilità 2016, che sapeva sin dall’inizio essere in contrasto con la normativa comunitaria e che sarà obbligato a modificare per intervento dell’Europa”.

Il WWF si augura che il governo dimostri di aver compreso la richiesta di milioni e milioni di italiani cominciando a dare attuazione al Green Act fino ad oggi solo annunciato, predisponendo un piano energetico e climatico che manca all’Italia da troppo tempo, nonché la strategia di decarbonizzazione prevista dall’accordo Parigi.

Nonostante il quorum non sia stato raggiunto il WWF, anche alla luce delle informazioni che sono emerse nel corso della campagna referendaria, continuerà ad occuparsi delle piattaforme petrolifere che sono disseminate nei nostri mari, a partire da quelle non operanti e quelle non eroganti. “Siamo determinati – conclude il WWF – affinché i mari italiani non diventino il cimitero delle piattaforme petrolifere che nessuno vuole smantellare e ad esigere controlli veri ed adeguati”.

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