GEAPRESS – Chiarissimo ed incontrovertibile il risultato delle urne elettorali del referendum consultivo popolare indetto in Sardegna domenica 15 maggio: con un’affluenza record (circa il 60% degli elettori isolani si è recato alle urne) ed una stragrande maggioranza di “si” (il 97,13%), il popolo sardo ha votato per chiedere lo stop all’energia nucleare.

Il quesito – “Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?” – era stato proposto da un vasto movimento regionale che raccolse oltre 16mila firme in calce a tale proposta di referendum alla fine del 2009.

Il WWF Italia parla apertamente di “una vittoria per la democrazia” e considera il risultato sardo di buon auspicio per l’imminente e quasi analogo referendum nazionale: “il raggiungimento del quorum smentisce quanti hanno provato a delegittimare lo strumento referendario affermandone l’inutilità legata alla presunta impossibilità di raggiungere il quorum” sostiene il WWF.

Il dato che arriva dall’Isola – prosegue l’associazione del Panda – è la dimostrazione della voglia dei cittadini di riappropriarsi del diritto di decidere della tutela del proprio territorio all’insegna della sostenibilità ambientale e che, quando gliene viene data la possibilità, non si sottraggono al dovere di esprimersi su questioni così importanti, come il rischio che la propria terra possa ospitare centrali nucleari o siti di scorie radioattive”.

Per questo il WWF ribadisce con forza il proprio appello ai cittadini italiani affinché il 12 e il 13 giugno si rechino numerosissimi alle urne per votare sì contro il nucleare e la privatizzazione dei servizi idrici.

Diametralmente opposte le valutazioni del Governo, che vede nei referendum sardo e nazionale un ostacolo alle proprie politiche energetiche basate anche sull’energia atomica: “l’esito del referendum consultivo tenutosi in Sardegna è significativo dell’atteggiamento della popolazione sarda e non della volontà dell’intera nazione” dice durante il question time  alla Camera il Ministro per i rapporti col Parlamento, on. Elio Vito, leggendo la risposta del Ministero dello sviluppo economico ad un interrogazione dell’ Italia dei Valori sulla produzione di energia nucleare in Italia.

Ma in Sardegna il Presidente della Regione Ugo Cappellacci (PdL), pur essendo a capo di una maggioranza di centrodestra allineata a quella del Governo nazionale, si schiera apertamente contro la posizione politica del proprio partito e del leader Silvio Berlusconi, esprimendo “piena soddisfazione per la partecipazione al voto sul referendum consultivo regionale contro il nucleare” con il quale “il Popolo Sardo dice che intende scegliere, che la nostra Isola non accetta scelte calate dall’alto e che intende invece proporsi come modello da seguire a livello nazionale e internazionale”, dicendosi “felice e orgoglioso” per una ”grande prova dei Sardi”. ”Lo dico con un filo di commozione per la prova di unità data dai Sardi su un tema, come il nucleare, dal quale dipende il nostro futuro, il futuro dei nostri figli”, ha concluso il Presidente. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).