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GEAPRESS – Un secondo lupo a soli  pochi giorni da quello rinvenuto a Brancaleone (vedi articolo GeaPress), sarebbe stato ucciso in Aspromonte. A riferire sulla fine della fauna del comprensorio è ancora una volta il nucleo reggino del CABS (Committee Against Bird Slaughter) il quale riporta di un lupo presumibilmente ucciso a colpi di fucile e successivamente legato per il collo con un legaccio di plastica di colore nero. La tipologia del legaccio, riferisce sempre il CABS, sarebbe di quella utilizzata dai boscaioli per legale le fascine di legna.

Il lupo sarebbe stato rinvenuto ad un albero lungo la strada sterrata di facile accesso in contrada Donna del Comune di Cardeto, sempre il provincia di Reggio Calabria ed esterna all’area Parco. Anche in questo caso, come già avvenuto a Brancaleone (nella foto), parrebbe che il povero lupo sia stato appositamente sistemato per essere notato. Secondo il CABS non è detto che a sistemare il lupo sia stata la stessa persona che lo ha ucciso. Analogie, dunque, con il caso di Brancaleone anche se il versante è questa volta quello reggino della dorsale montuosa calabrese.

Il rinvenimento sarebbe avvenuto ormai alcuni giorni addietro. Fino ad ora la notizia non è stata resa pubblica da alcun Ente. I Servizi Veterinari di Reggio Calabria, contattati da GeaPress, hanno riferito di non essere stati informati. Il CTA del Parco Nazionale, ci ha invece consigliato di chiamare il Coordinamento Provinciale del Corpo Forestale. Essendo fuori sede il Comandante, si rimane ovviamente  disponibili per una sua eventuale dichiarazione.

Fino ad ora, come per la presunta lupa di Brancaleone (sul caso sono ancora in corso le analisi per accertare se trattasi di ibrido di cane) è stato il CABS a comunicare della probabile uccisione.

Il CABS sembra ora puntare il dito contro il mondo della pastorizia. Le Istituzioni, a detta dei protezionisti, non interverrebbero con interventi pianificati e decisi nei confronti di tale fenomeno il quale nutrirebbe un odio atavico quanto ingiustificato verso di i lupi “colpevoli” di uccidere pochi animali tenuti, peraltro, in regime semibrado. Ed invece, andrebbero individuati e repressi tutti quegli aspetti di illegalità. Viceversa  molto presto di lupi in Aspromonte non ce ne saranno più.

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