lupo
GEAPRESS – L’ultimo caso di un lupo trovato morto, è di oggi. Appeso a testa in giù lungo la strada che collega Cagnano Varano a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia.

Proprio oggi arriva però la notizia che l’approvazione del tanto contestato Piano che prevede l’autolimitazione (secondo definizione del Ministero dell’Ambiente) potrebbe essere rinviata. A farlo sperare è un comunicato del WWF mentre il Ministero dell’Ambiente, in una nota per la stampa, informa che, sempre nella giornata odierna,  si è riunito “il Comitato paritetico per la biodiversità con all’ordine del giorno il Piano di conservazione e gestione del lupo. L’organismo di governance della strategia nazionale della biodiversità, al quale siedono le amministrazioni centrali e le Regioni, ha condiviso la necessità di aggiornare un documento risalente al 2002 e approfondito tutti gli aspetti del nuovo Piano: ora il testo sarà oggetto di osservazioni da parte delle Regioni, per proseguire poi il suo iter in tempi rapidi e definiti”.

Il Piano, redatto con il contributo dei massimi esperti in materia e oggetto di un ampio confronto con i soggetti istituzionali interessati – ha aggiunto il Ministero dell’Ambiente – individua 21 azioni per migliorare lo stato di conservazione della specie attraverso un’azione congiunta tra Stato e Regioni, avendo come punti fermi le esigenze di pacifica convivenza uomo-lupo e il contrasto al bracconaggio. Il piano nella versione oggi al vaglio non prevede autorizzazioni a priori all’abbattimento di lupi, ma la possibilità di attivare deroghe per il loro prelievo nell’ambito del quadro comunitario di riferimento, disposte caso per caso e con precise condizioni riportate nel Piano che rendono il sistema italiano tra i più stringenti a livello europeo. Non è prevista in alcun modo – conclude il ministero guidato da Gian Luca Galletti – la possibilità di abbattimento di cani randagi, ma azioni di migliore”.

Secondo il WWF, però, serve più tempo per riflettere e analizzare gli elementi di criticità. Occorre in particolare un confronto più approfondito con tutti gli attori del mondo scientifico, sociale ed economico interessati alle problematiche di convivenza con la zootecnia. E’ questo, secondo il WWF, il risultato della riunione tecnica del Comitato Paritetico che si è svolta oggi tra Ministeri e Regioni sul Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia. Sempre secondo gli ambientalisti il lupo avrebbe così una chance di salvezza: le Regioni e gli altri Ministeri (Sanità e Agricoltura), infatti, dovranno inviare le loro ulteriori osservazioni al Piano entro il 26 febbraio per arrivare nel mese di marzo a una nuova riunione del Comitato paritetico. Questo lascia intendere anche un rinvio dell’approvazione definitiva del Piano stesso in sede politica da parte della Conferenza Stato Regioni.

Il WWF esprime grande soddisfazione per questo primo risultato che consente di avere più tempo per approfondire le criticità del Piano proposto dal Ministero, criticità che l’Associazione aveva evidenziato sia nel messaggio rivolto al Ministro che nella lettera inviata alle Regioni alla vigilia dell’incontro odierno.
Il WWF auspica che nei prossimi giorni si apra da parte dei Ministeri competenti e delle Regioni un nuovo confronto con le associazioni ambientaliste, agricole e tutti gli altri attori interessati per trovare punti condivisi sulle azioni necessarie per la convivenza tra lupo e attività economiche.

Per gli ambientalisti le soluzioni alternative agli abbattimenti di Stato ci sono e la convivenza con questo predatore è possibile: quello che è mancato finora è la volontà di applicare le strategie vincenti adottate con successo solo in alcune aree. E’ su questa mancata applicazione che, secondo il WWF, è sostanzialmente fallito il precedente Piano di azione per il lupo del Ministero. Occorre per questo garantire un adeguato coordinamento tra tutti i soggetti istituzionali competenti e prevedere le necessarie risorse finanziarie per l’attuazione del nuovo Piano.

Il WWF proseguirà la sua Campagna #soslupo per scongiurare ogni ipotesi di applicazioni delle deroghe alla TUTELA DEL LUPO IN ITALIA. Quello che sta avvenendo sul territorio, infatti, è ancora gravissimo: si continuano a uccidere lupi , come dimostra l’ultimo macabro ritrovamento di un esemplare ucciso e appeso in Puglia vicino san Giovanni Rotondo. Ogni anno sono circa 300 gli esemplari di lupo che in Italia restano vittime di bracconieri, incidenti stradali e trappole per ungulati.

 

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