GEAPRESS – L’ultima polemica è proprio di poche ore addietro. Una lunga lista di sigle sindacali in rappresentanza degli operatori della sicurezza, difesa e soccorso pubblico, scende in campo denunciando l’intenzione del Governo di non mantenere fede ad un importante impegno. Ovvero quello di intervenire in sede di approvazione del Decreto che annulla il tetto salariale. Si tratta del comma uno dell’art. 9 del Decreto Legge n. 78 del 2010, che equipara il trattamento economico del triennio 2011-2013, a quello del 2010 (… in sintesi …).

Secondo i sindacati firmatari ci troviamo di fronte all’ennesima situazione in cui, ai proclami, alle roboanti promesse e agli impegni assunti non corrispondono fatti concreti.

Perchè GeaPress fa cenno all’ultima novità in tema di trattamento economico degli operatori di questo comparto? Semplicemente perché la salvezza di molti animali, e molto altro ancora, dipende proprio dalla “sicurezza”.

Certo, per chi ad esempio ogni anno strombazza, magari dai banchi del Parlamento, additando (assurde) irregolarità nell’operato dei NOA, ovvero il Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato, la cosa potrebbe solo agevolargli il sonno della ragione, oltre che l’operato dei bracconieri.

Ma quest’anno lo storico Nucleo del Corpo Forestale dello Stato, ha di fatto mancato l’appuntamento con l’operazione “Adorno”, ovvero il campo di repressione del bracconaggio ai danni dei rapaci che migrano sullo Stretto di Messina. Centinaia di bracconieri armati che tra aprile e maggio si appostano finanche nei balconi di casa. A loro penseranno reparti locali, distolti da altre mansioni, sebbene guidati da comandanti esperti in antibracconaggio e provenienti da fuori provincia.

La preoccupazione delle Associazioni protezioniste è però forte e riguarda anche l’altro campo antibracconaggio del NOA, ovvero quello “Pettirosso”, che nel mese di ottobre si svolge nelle vallate del bresciano. Forse, hanno detto, è addirittura in atto una volontà politica per smantellare due interventi che, per coinvolgimento di uomini e numero di giorni in operazione, rappresentano una esperienza unica del Corpo Forestale dello Stato.

Eppure le cose sembrerebbero non stare così. Certo il personale del NOA andrebbe aumentato, così come almeno andrebbero portati nell’organico previsto gli operatori della Forestale. Ad oggi sono attestati sulle 8000 unità contro le 9300 previste (… tutti i Forestali dello Stato in Italia, ….non i pochi del NOA). Ma i tagli al comparto della sicurezza sono stati una vera e propria falcidia. A Reggio Calabria a dire no al NOA, così come si erano visti finora (ovvero i reparti specializzati provenienti da fuori provincia), sono stati due alberghi. Hanno egualmente ed improvvisamente aumentato da 29 a 59 euro il costo giornaliero per ogni Forestale. Fatto che crea, nell’Aspromonte dei bracconieri, anche qualche sospetto.

Sul fatto che il problema siano i soldi, anzi i tagli, nella Forestale sembrano tutti d’accordo. Lo sono i Comandanti da più parti d’Italia dei quali abbiamo cercato di intuire gli umori e lo sono sia il SAPAF (Sindacato Autonomo Polizia Ambientale e Forestale) che l’UGL Federazione Nazionale Corpo Forestale dello Stato. Sia Marco Moroni che Danilo Scipio, rispettivamente Segretario Generale e Segretario Nazionale delle due organizzazioni, ieri contattati da GeaPress, concordano che si è trattato di tagli orizzontali che hanno colpito, cioè, tutti i capitoli di spesa del Corpo.

Secondo Moroni, anzi, il Governo non ha concertato un intervento ragionato, ovvero non ha sentito gli stessi operatori per una valutazione sul dove intervenire evitando, ad esempio, una diminuzione della stessa operatività. Spietato Danilo Scipio che alla nostra domanda se può bastare un albergo per mettere in difficoltà un intervento importante del Corpo Forestale, risponde, quasi rimproverandoci, ricordando la mancanza delle divise. In alcuni casi sopperite acquistandole, a proprie spese, ai mercatini dell’usato. Per non parlare, poi, dei costi dei carburanti. Non si deve pensare solo alla benzina dei mezzi di terra. Avete idea di quanto consuma un elicottero?

A Reggio Calabria, invece, sono bastate le cifre (eguali) presentate in una gara da due alberghi. Sono state raddoppiate quando già erano stati fatti i biglietti di viaggio per trasferire i Forestali.

I primi effetti dei tagli, dichiara il Segretario del SAPAF, sono stati in un certo senso contenuti dal fatto che la Forestale attinge da più Ministeri. Politiche Agricole, come l’Ambiente, ad esempio, ma ora la situazione è veramente preoccupante, anche perché la Forestale è impegnata anche in ruoli difficilmente avvertiti dal cittadino. La Forestale viene considerata come la Polizia che difende la natura. Arresta (… se la legge lo prevedesse) un bracconiere e sequestra, ad esempio, una discarica abusiva. Ed invece succede che nel napoletano chi protestava contro la monnezza sommergi tutto, si è ritrovata contro proprio la Forestale. Una sorta di conflitto di interessi, dicono con amara ironia al sindacato. Anzi si è vista la Forestale in Ordine Pubblico, essere accusata di smantellare i presidi dei cittadini anti discariche, invece di andare ad indagare su queste ultime.

Ma la Forestale viene impegnata anche nei presidi sensibili, sia nelle scorte che con il Papa. Ovvero, in quest’ultimo caso, 80 donne ed uomini in divisa inviati a Roma con l’obiettivo di assistere pellegrini e fedeli in occasione della recente beatificazione di Giovanni Paolo II. Sono 300 i Forestali addestrati alla scuola di Polizia per l’Ordine Pubblico, precisa Danilo Scipio. E sono sempre di più gli interventi che in tal senso vengono richiesti, aggiunge Marco Moroni. Evidentemente le altre forze di polizia ne hanno bisogno, visto che i tagli riguardano tutto il comparto della sicurezza in Italia.

Se consideriamo che, ovviamente, il personale si turna in orari di servizio oltre al fatto che molti sono impegnati in funzioni amministrative, appare chiaro come le circa 8000 presenze della Forestale dello Stato nelle regioni a statuto ordinario (in quelle speciali e nelle due provincie autonome, operano Corpi Forestali locali) siano una goccia in un mare. Troppo preziosa per essere ridotta in operazioni di Ordine Pubblico se non addirittura sempre più specializzata nell’agro alimentare (per non parlare della viabilità).

Figuriamoci pure con i tagli alla spesa. Certo un Forestale in ufficio costa meno di uno operativo in montagna, magari con l’ausilio dell’elicottero. Ed allora ci si deve arrangiare, magari al mercatino.

Di sicuro, dicono tutti quasi con orgoglio, non c’è intenzione di smantellare alcun servizio antibracconaggio. Saremmo i primi a protestare, sottolineano i sindacati. A Reggio, dicono sia il Segretario Generale del SAPAF che il Segretario Nazionale dell’UGL della Forestale, ci siamo. In qualche maniera si è risolto, aggiungiamo noi. Non sarà colpa della Forestale ma viene da chiedersi cosa sarebbe successo se a Roma, per la beatificazione, un qualsiasi costo avesse mandato fuori budget i Forestali.

Ad ogni modo meglio così. Meglio sapere che il diverso servizio di quest’anno in Aspromonte è colpa dei tagli alla spesa che non di una volontà politica. Certo che a sentire nominare una sola volta la Forestale, nel lungo discorso che inaugura il dicastero del siciliano Saverio Romano alle Politiche Agricole, appare un po’ riduttivo. Diventa quasi preoccupante se l’unico cenno è rivolto agli impegni sulla filiera agro alimentare e ad una genericissima salvaguardia dell’ecosistema. Ad ogni modo, il Ministro, non se lo è scelto la Forestale. Idem per gli alberghi. Ci sono solo quelli. Fin troppo funzionali ai tagli del Governo e a chissà cos’altro.

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