lupo
GEAPRESS – Due lupe ritrovate in avanzato stato di decomposizione del Corpo Forestale dello Stato in provincia di Perugia. Il luogo del rinvenimento è lo stesso dove si sono registrati numerosi casi di avvelenamento, tra cui quello del lupo Ezechiele recuperato e poi liberato nel marzo scorso dalla Forestale (vedi articolo GeaPress ).

Gli animali ora ritrovati non presentavano  ferite evidenti. Un fatto che avvalora l’ipotesi dell’avvenuta ingestione di esche avvelenate.

Secondo il Corpo Forestale dello Stato il fenomeno delle esche sta provocando numerosi casi di decesso tra la fauna selvatica. La problematica è monitorata con attenzione dalla forestale dell’Umbria che ha intensificato i controlli e sta svolgendo indagini su alcuni casi che è stato possibile accomunare per il luogo e la modalità di commissione del fatto.

Le esche, ricavate in molti casi da animali senza vita quali pecore o volatili contaminati da veleni quali quelli lumachicidi di libera vendita, rappresentano un pericolo sia per la fauna selvatica che circola nei dintorni ma nella generalità dei casi inquinano l’ambiente e le falde acquifere, creando un danno enorme a tutta la collettività.

Le ragioni di tali gesti, riferisce sempre la Forestale, sono da ricercare nelle proteste di alcuni allevatori di ovini ma anche cacciatori che desiderano eliminare i predatori che potrebbero compromettere la consistenza della fauna cacciabile e da taluni cercatori di tartufi che tendono ad eliminare i cani dei “concorrenti” attratti dalle esche assassine.

La bonifica del territorio risulta molto difficile, vista anche la natura selvaggia dei luoghi in cui vengono poste,  per questo è fondamentale il contributo dei cittadini nel segnalare al Corpo forestale il rinvenimento di carcasse o esche e la collaborazione con gli Istituti di zooprofilassi.

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