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GEAPRESS – Anche l’Orso Stefano, rinvenuto morto lo scorso luglio nel versante molisano del Parco Nazionale d’Abruzzo, era stato in passato un “orso confidente”, ed a questo probabilmente si devono i numerosi pallini (non causa della sua morte – vedi articolo GeaPress) rinvenuti nel suo corpo. Poi, l’Orso Stefano, come riferito dagli addetti ai lavori, decise fortunatamente di tornare nel bosco “a fare l’Orso”.

Gi orsi confidenti, che a seconda dei casi vengono definiti problematici, sono comunque legati a quello che i ricercatori nordamericani definiscono “human habitued”, connotando il loro comportamento anche con una evidente abituazione al cibo facile di origine antropica, troppo spesso disponibile non solo in aree rurali, senza che vi sia altra risposta se non quella di tipo emergenziale, tutt’altro che funzionale alla soluzione del problema.

Ed è stato proprio sulla gestione di questi orsi che si è concluso nei giorni scorsi, presso la Scuola del Corpo Forestale dello Stato di Rieti, il II° corso di qualificazione organizzato nell’ambito del Progetto Life ARCTOS per la tutela dell’orso bruno in Italia.

Al corso, che aveva l’obiettivo di migliorare ed integrare la funzionalità delle squadre già esistenti per la gestione qualificata degli orsi problematici, ha partecipato personale proveniente dai vari ambiti geografici e territoriali interessati dalla presenza dell’orso bruno nel territorio italiano: Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia per l’area alpina, Abruzzo, Lazio e Molise per l’Appennino. In totale circa 80 unità appartenenti al Corpo Forestale dello Stato, alle Polizie Provinciali di Lecco, Brescia, Sondrio, Bergamo, Vicenza, Verona, Belluno, Treviso, Udine, al Corpo Forestale Regionale del Friuli Venezia Giulia e alcune guardie del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il personale che ha partecipato al corso potrà essere chiamato ad operare in maniera coordinata, ed organizzata secondo specifici protocolli operativi, nei diversi ambiti territoriali per fronteggiare le possibili emergenze derivanti dalla presenza di orsi che, per ragioni diverse, manifestano comportamenti caratterizzati da una minore diffidenza nei confronti dell’uomo.

Il corso di formazione, promosso dall’Ispettorato Generale del CFS in collaborazione con le Regioni Lombardia e Friuli Venezia Giulia partner del progetto Life, si è concentrato su tali particolari comportamenti dei plantigradi oltre che sulla conoscenza delle caratteristiche delle due popolazioni di orso bruno presenti in Italia, sulle importanti differenze che le connotano, sulle minacce che vi gravano e sulle procedure per la gestione dei conflitti.

L’attività formativa ha fornito ai partecipanti i principali elementi, teorici e pratici, connessi alla gestione degli orsi confidenti, compresa la ricerca di segni di presenza e le prove in poligono con l’arma non letale utilizzata per la dissuasione. Questa parte della formazione, particolarmente delicata sia per i risvolti tecnici che per quelli operativi, è stata curata da istruttori della Scuola del CFS di Cittaducale che durante il corso si sono alternati con altri docenti del CFS, dell’Università La Sapienza e dell’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il corso appena concluso, che fa seguito ad analoga iniziativa svolta nel 2011 quando vennero formati circa 120 addetti provenienti dagli stessi ambiti geografici, consente di completare la disponibilità di personale qualificato, che sarà chiamato ad operare secondo le procedure che l’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, per l’Appennino, e le Regioni Friuli V.G. e Lombardia, per l’area alpina, avevano messo a punto proprio grazie al progetto Life ARCTOS.

A breve anche il Veneto, coinvolto nelle attività del Life ARCTOS grazie ad uno specifico protocollo d’intesa col CFS e gli altri partner del Life, definirà le procedure operative per gli eventuali interventi per la gestione di esemplari di orsi confidenti, completando così la struttura operativa prevista proprio dal progetto ARCTOS.

In autunno sono previsti nuovi incontri formativi, utili anche per completare l’integrazione tra gli addetti delle diverse tematiche connesse alla gestione delle popolazioni di orso bruno.

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