Polizia Provinciale Ragusa
GEAPRESS – E’ ripreso in questi giorni l’iter parlamentare presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato del DDL 1577, cosiddetto “Madia”, dal nome del Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione . Tra le varie questioni anche quella del futuro della Polizia Provinciale, da alcuni dipinto a tinte fosche, da altri, invece, come un probabile ridimensionamento. Un rischio grosso, sia per i compiti affidati alla Polizia Provinciale (tra questi la protezione degli animali ex legge 189/04) ma anche per un probabile più immediato ridimensionamento dei capitoli di spesa relativi al mantenimento dei compiti affidati. Le competenze, poi, dovrebbero essere delle Regioni.

Proprio  sui Corpi ed i Servizi di Polizia Provinciale, sono ora stati presentati diversi emendamenti.

A ricordarlo è l’Associazione Italiana Polizia Ambientale che tiene a precisare in un suo comunicato, come “nessuno mette in discussione la necessità di una nuova progettazione strategica del Governo in merito alla riforma delle forze di polizia, ma vorremmo che in questo frangente non ci considerassero alla stregua di amministrativi da ricollocare, ma che ci valutassero per quello che siamo e facciamo quotidianamente, per la mansione nella quale siamo stati formati e sono stati spesi soldi pubblici per corsi,mezzi e strumenti“.

Dunque quale futuro per la Polizia Provinciale?

Secondo la stessa Associazione per tale Corpo vi sarebbe una specificità molto particolare, ovvero il contratto di lavoro.

In questi mesi – spiega l’Associazione Italiana Polizia Ambientale – abbiamo contestato e proposto in tutte le sedi politiche, che la nostra particolare funzione  di TUTELA DELL’AMBIENTE e del TERRITORIO fosse riconosciuta all’interno del Corpo Forestale dello Stato in quanto svolgiamo funzioni complementari e in tal senso molti atti e risoluzioni parlamentari si sono espressi favorevolmente, come tutti gli stessi gruppi.  Non avremmo mai pensato che si arrivasse a questo punto, con i tagli della legge di stabilità e lo smantellamento dei servizi, con conseguente  perdita della professionalità acquisita con delle mobilità verso altri enti, quando questa fosse possibile”.

“Abbiamo più volte manifestato la nostra preoccupazione a Roma, per ribadire che l’AMBIENTE NON SI TOCCA e non vorremmo che ci fosse un chiaro disegno politico dietro la volontà di eliminare noi e il Corpo Forestale dello Stato…
Le Polizie Provinciali rimangono un piccolo baluardo a sua difesa, e rischiano di scomparire per delle scelte miopi e poco lungimiranti, populiste più che razionali“.

Gli appartenenti alla Polizia Provinciale sono ben 2.800. Sempre secondo l’Associazione, accertano e contestano oltre 1/3 del totale dei reati accertati (fonte SOSE 2010); la sua scomparsa, dunque, andrebbe ad esclusivo vantaggio degli autori di eco reati.

L’Associazione tiene inoltre a precisare come la creazione di una Polizia Ambientale, nata cioè dalla fusione con il Corpo Forestale dello Stato ed altri soggetti, non comporterebbe alcun onere aggiuntivo per lo Stato.

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