allevamento conigli
GEAPRESS – Per parlare di svolta epocale, basterebbe riuscire a portare in porto un decimo di quanto approvato la scorsa settimana. La realtà, però, potrebbe presentarsi molto distante dai buoni propositi approvati a valanga dalla Camera dei Deputati. Si tratta degli impegni che il Governo italiano dovrebbe assumersi innanzi alla UE, nel corso del semestre europeo presieduto dal nostro paese.

Temi importanti, ma scollegati dall’attuale contesto di scarsa sensibilità animalista ed ambientalista in generale del nostro mondo politico che, tanto per citare un esempio, ha finanche approvato, nello scorso marzo, la Direttiva europea sulla sperimentazione animale che consente di abbattere cuccioli di cane e di gatto con un colpo in testa.

Forse, sostiene qualcuno, la valanga di intenti approvati ora dal Parlamento, hanno valore nel momento in cui si considera il loro reale potere: pressoché nullo, visto che non sono vincolanti.

Rimane comunque agli atti che lo scorso 24 settembre, alla Camera dei Deputati, si è discusso per lunghe ore di animali.
Tra i vari impegni che il Governo dovrebbe ora promuovere, quello di obbligare i proprietari dei cani inottemperanti ad una adeguata sistemazione dei cuccioli, ad assumersi gli oneri della lotta al randagismo. Vi sarebbe poi l’impegno di provvedere a regole minime di benessere per gli animali da reddito, fatto salvo norme preesistenti, oltre che  agevolare in qualche maniera gli allevatori che mantengono accettabili criteri di benessere. Adeguata vigilanza, poi, dei Servizi veterinari sul commercio di animali d’affezione.

Ci sono poi le agevolazioni fiscali per le spese veterinarie, misure per vietare l’importazione di animali esotici che potrebbero recare danno una volta introdotti in natura, riduzione delle specie cacciabili ed altre ancora arrivate in ritardo (come quella di bloccare la cattura dell’orsa Daniza).

Un cumulo di buoni propositi che il Governo italiano, nel corso del semetre europeo, dovrebbe impegnarsi a promuovere  agli altri paesi della Comunità europea.

Tutto o quasi. Sui circhi, ad esempio, neanche una generica proposta non vincolante (come sono quelle ora approvate) sul divieto di detenere animali, riesce ad essere approvata.

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