GEAPRESS – Potrebbe già essere domani il giorno decisivo per una delle quattro pesanti lottizzazioni, approvate con delibera del Comune di Rocca di Mezzo (AQ) in pieno Parco regionale Sirente Velino. Il Comitato Regionale per la Valutazione Impatto Ambientale darà, infatti, il suo parere su un progetto che riguarderà ben 50.000 m² di superficie catastale.

A denunciare il tutto è la LIPU Abruzzo, il Gruppo Naturalisti Rosciolo ed Altura Abruzzo.

Aree, quelle interessate dal progetto di lottizzazione, non solo all’interno dell’area Parco, ma altresì sottoposte a tutela dall’Unione Europea oltre che dallo stesso Piano Regionale Paesistico.

Le tre Associazioni puntano il dito, in modo particolare, contro il progetto di lottizzazione “Piano della Madonna” il cui Studio di Incidenza presenterebbe a loro dire, considerazioni risultate “errate, superficiali e carenti e stanno a dimostrare una ignoranza pressoché completa di habitat, fauna e flora dell’area in esame”.

Non si salva dai progetti speculativi neanche Rocca di Cambio, dove una variante al piano regolatore dovrebbe permettere la costruzione di infrastrutture turistiche. Il tutto, ovviamente, facendo esplicito riferimento alla risoluzione dei noti problemi di disoccupazione.

Mentre al “Piano della Madonna” si rischierà la definitiva compromissione di un raro biotopo periodicamente allagato (ambienti, questi ultimi, sempre più rari da trovare). Le tre Associazioni ricordano come a Rocca di Cambio si sia già assistito alla nascita e alla morte del complesso residenziale “I Cerri”. Il tutto, a pochi chilometri dal paese dove non si possono non notare gli innumerevoli cartelli “vendesi”. A quali spese e soprattutto a vantaggio di chi si è imposto tale modello di sviluppo?

Come giudicare, poi, la realizzazione di un “Distretto Venatorio” che prevede la gestione e la conservazione degli habitat naturali affidata alle associazioni venatorie locali? Eppure, stante quanto dichiarato dalle Associazioni, sembrerebbe che la proposta di legge portata avanti dal Presidente della Commissione Ambiente della Regione Abruzzo, Ricciuti, preveda non solo tale singolare gestione ma anche una banalizzazione dei perimetri del Parco ivi compresa la cementificazione di vaste aree verdi ora tutelate. Ben 4000 ettari tagliati fuori dall’area protetta. Piana di Campo Felice, la cresta dalla Punta dell’Azzocchio fino a Monte Rotondo, comprese le pendici ricadenti nei Piani di Pezza, l’area prativa e alluvionale tra Rocca di Cambio, Terranera e Rocca di Mezzo, dove verrebbero realizzate le lottizzazioni previste.

Si tratta di aree per le quali è orami riconosciuto il fondamentale ruolo di corridoio ecologico ed in particolare come via di espansione dell’orso marsicano.

La richiesta rivolta da LIPU Abruzzo, Altura Abruzzo e Gruppo Naturalisti Rosciolo alla Commissione VIA non può che essere quella di bocciare questi progetti in quanto del tutto incompatibili con la conservazione della natura e del paesaggio.

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