lupo
GEAPRESS – Un  lupo morto sarebbe stato trovato giorno 18 agosto nei pressi di Monte Sorbello, all’interno del Parco Nazionale della Sila. Secondo quanto diffuso da nota di stampa locale, l’animale sarebbe stato trovato dal Corpo Forestale dello Stato.

La probabile causa di morte è ascrivibile ad un colpo di fucile caricato a pallettoni.

Il lupo, però, sarebbe stato ucciso qualche giorno prima. Un fatto che colpisce anche per il ritardo con il quale è stata diffusa la notizia così come già successo in occasione di altri esemplari di lupo rinvenuti uccisi in Aspromonte.

Sul caso ha preso posizione il CABS, lo speciale Nucleo di volontari antibracconaggio che opera ormai da tempo in Calabria e nella Provincia di Reggio  in particolare.

Secondo Giovanni Malara, responsabile per Reggio Calabria del CABS, la notizia sembra seguire una sorta di “protocollo” non scritto. “Si viene a sapere quasi per caso della morte di questi animali – ha riferito Giovanni Malara – che vorrei ricordare essere particolarmente protetti dalla legge. Lupi che non muoiono a causa di un incidente stradale, bensì a colpi di fucile. La cosa, però, sembra non interessare quasi più a nessuno”.

Secondo il CABS i lupi che muoiono in tal maniera  potrebbero essere molti di più;  nei luoghi si vocifera di veri e propri “lupari” appositamente chiamati per uccidere i poveri animali. Forse un collegamento con il mondo pastorale e le radicate presenze nelle impenetrabili vallate della dorsale appenninica calabrese.

Mi domando – ha aggiunto Malara – quanti di questi animali fanno questa fine e perchè se ne viene a conoscenza giorni dopo e sempre tramite notizie di giornale. Credo proprio – ha conclusa il responsabile reggino del CABS – che i lupi uccisi siano di più rispetto a quelli resi noti”.   (nella foto un lupo ucciso fatto trovare in una panchina di Brancaleone – RC-).

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