incendio
GEAPRESS – Grazie alle telecamere piazzate dal Corpo Forestale dello Stato è stato possibile cogliere sul fatto un uomo nell’atto di appiccare il fuoco.

Una di queste  telecamere, mimetizzate nel folto della vegetazione dal Comando Forestale di San Nicandro Garganico Bis, era stata disposta in località “Longara”, comune di Serracapriola, in pieno Parco Nazionale del Gargano. All’uomo, originario della provincia di Foggia, è stato così contestato il reato di incendio boschivo doloso.

Il soggetto sarebbe stato ripreso più volte mentre innescava gli incendi.

I primi roghi, precisa il Corpo Forestale dello Stato, si erano verificati il 7 giugno scorso e il 14 dello stesso mese di luglio. Gli inquirenti hanno così iniziato a monitorare l’area ricorrendo anche agli apparati audiovisivi. Le telecamere hanno così ripreso l’uomo che si accostava col proprio veicolo al ciglio sinistro della strada, apriva lo sportello, si sporgeva all’esterno e con un accendino appiccava il fuoco alla fittissima vegetazione secca presente.

Il prosieguo dell’attività investigativa ha poi permesso di monitorare l’attività del soggetto tramite ulteriori videoriprese e appostamenti in bosco condotti per alcune settimane, smepre a cura del Corpo Forestale dello Stato.

Le telecamere lo hanno ripreso anche il 19 luglio scorso mentre innescava l’incendio che è divampato sempre in località contigue alle precedenti. Solo grazie all’intervento immediato della Forestale e dei volontari, il rogo non ha provocato danni ingenti sia ai numerosi bagnanti che frequentavano il lido antistante il bosco, che ai veicoli in sosta nell’area interessata, scongiurando il pericolo per la pubblica incolumità in una zona di difficile accesso ed evacuazione, come è nella maggior parte del litorale garganico.

Per la Forestale si tratta ora di un risultato notevole. L’arresto avviene a distanza di 7 anni dal devastante incendio di Peschici, di cui ricorre proprio oggi, 24 luglio, il triste anniversario. Quell’incendio rimase impunito, non furono trovati responsabili, nonostante la puntuale e capillare attività investigativa. L’arresto di ieri è, pertanto, la riaffermazione dei principi di legalità ambientale, in un settore, come quello degli incendi boschivi, nel quale il fuoco viene ancora troppo spesso attribuito a fatalità o a cause fortuite, mentre si tratta di un delitto compiuto deliberatamente con la precisa volontà di arrecare un danno.

L’incendiario, per il quale, secondo la Forestale, risulterebbero precedenti penali, rischia ora una pena da 4 a 10 anni con l’aggravante che il reato è stato commesso in un’area protetta.

Dall’inizio dell’anno si sono verificati in Puglia 110 incendi boschivi, di cui 37 in provincia di Foggia, mentre nello stesso periodo dello scorso anno gli incendi erano stati 15.

Anche se la stagione estiva si preannuncia ancora meno grave di altre sul fronte del fuoco, per la Forestale non viene meno l’impegno dell’intero sistema antincendio. Gli interventi si avvalgono di tecniche investigative sofisticate e supportate da strumenti tecnologici, che concorrono a superare le notevoli difficoltà del reato di incendio boschivo, perpetrato in ambienti naturali esterni, con facilità di accesso e di allontanamento, spesso in assenza di tracce rilevanti.

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