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GEAPRESS – Le telecamere dell’Ente Parco hanno ripreso un altro branco di lupi in Aspromonte.  Dopo il primo annuncio dello scorso gennaio, corredato anche in quel caso da un Video (vedi articolo GeaPress) il Parco d’Aspromonte diffonde ora la nuova ripresa.

Il lupo è un formidabile biondicatore – sostiene il Presidente dell’Ente Parco d’Aspromonte, Giuseppe Bombino – e la ulteriore conferma della presenza di questi predatori evidenzia come l’ambiente naturale che caratterizza il nostro Aspromonte sia pressoché intatto, e come gli ecosistemi che lo caratterizzano siano idonei a garantire la persistenza delle popolazioni di lupo appenninico. Le telecamere installate nei punti più remoti del Parco sono a servizio delle attività di studio e ricerca in corso di svolgimento nell’ambito di un più ampio progetto che stiamo conducendo – continua Bombino – e che vede il coinvolgimento attivo di tutta la struttura del Parco coordinata dal Direttore Tommaso Tedesco e dal referente delle attività Dott. Antonino Siclari”.

Più in particolare il progetto è finalizzato al monitoraggio delle popolazioni di lupo in Aspromonte, finalizzato alla pianificazione di azioni ed interventi per la riduzione dei fattori diretti ed indiretti di rischio anche ai fini della migliore gestione e conservazione degli ecosistemi volta al mantenimento di popolazioni di lupo stabili e vitali.  “Un ulteriore importante obiettivo del progetto” – ha aggiunto il Presidente Bombino – è quello di condividere con la gente d’Aspromonte un modello di convivenza sostenibile a lungo termine che tenga conto delle caratteristiche ecologiche e socio-economico locali. A tale proposito è opportuno ribadire che le popolazioni di lupo aspromontane “frequentano” aree remote del Parco Nazionale d’Aspromonte dove pressoché nulla è la interazione con l’uomo. Così è, infatti, per il branco “catturato” dalle telecamere”.

Secondo il Presidente dell’Ente il Parco Nazionale  non nasce solo per diventare uno scrigno di valori da tutelare, quanto, piuttosto, per contribuire alla conservazione su tutto il territorio nazionale attraverso molteplici ruoli. Tra questi quello di intervento di protezione di elementi minacciati, ma anche di guida in nuove forme di gestione del territorio, di sperimentazione di soluzioni di sostenibilità, di centro di diffusione di buone pratiche e di elementi della biodiversità che si estendono dall’area protetta nel territorio circostante.

Poiché il sistema Aspromonte è concettualmente e operativamente inestricabile dalla rete complessa di attività antropiche che vi si svolgono – spiega il Presidente dell’Ente Parco – è del tutto ovvio che la consapevolezza della conservazione come opportunità per il territorio sia un valore aggiunto nell’ottica della definizione di modelli di guida e di supporto a quello sviluppo economico delle popolazioni locali. Resta ovviamente estraneo all’Aspromonte il concetto di “sviluppo economico” inteso semplicemente come crescita illimitata del reddito di una determinata comunità, misurato sulla proliferazione di infrastrutture, manufatti, popolazione umana, beni immobili“.

Per il Presidente del Parco il futuro sostenibile della civiltà umana passa inevitabilmente per il compromesso tra appropriazione e rispetto delle risorse naturali da parte dell’uomo: in altri termini non c’è futuro senza la conservazione della funzionalità dei sistemi ecologici, dentro e fuori delle aree protette, e non c’è futuro senza il benessere psico-fisico delle popolazioni. Per questo, afferma il Parco, va rigettato con forza ogni tentativo di contrapposizione tra i due obiettivi, nella consapevolezza che il punto di incontro è, a volte, il miglior compromesso possibile che richiede concessioni su entrambi i fronti.

La presenza del lupo – ha conluso Bombino – ci incoraggia e ci suggerisce che la nostra montagna vuole darci una nuova opportunità perché si comprenda che ciò che è ecologico è anche economico”.

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