orso marsicano wwf
GEAPRESS – Nuovi ipotesi e tristi scenari per il futuro dell’orso bruno marsicano dopo che ieri il Parco Nazionale ha comunicato il rinvenimento della carcassa di un nuovo animale (vedi articolo GeaPress ). Lo afferma il WWF Italia che in un suo comunicato evidenzia come la popolazione unica al mondo di questi orsi stenta ad essere gestita dalle popolazioni locali.

L’animale trovato ieri, corrispondente a quello conosciuto con il nome Ferroio, era un maschio nel pieno delle suo vigore di circa 14 /15 anni e questo rende ancora più drammatica la notizia della sua morte. Ferronio, prendeva il suo nome dalla  località ove per prima era stato segnalato.

I resti, in avanzato stato di decomposizione, hanno reso possibile il riconoscimento solo grazie alle placche colorate che lo identificavano. “Ciò non fa altro che confermare la necessità – afferma la nota del WWF – che l’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise proceda a dotare di radiocollari almeno tutta la popolazione adulta presente nell’area di principale presenza dell’Orso. In questo modo sarà possibile seguire gli esemplari e si potrà venire a conoscenza di eventuali decessi in tempi tali da consentire gli accertamenti del caso e le analisi necessarie per stabilire le cause di morte”.

Sulle cause di morte bisognerà attendere l’esito dell’esame autoptico ma il WWF avanza l’ipotesi di una patologia infettiva, la TBC, che ha causato di recente la morte di un’orsa femmina che frequentava le medesime aree di pascolo.

Quest’ultimo animale potrebbe essere morto per una molteplicità di altre cause (sono infatti tante quelle che hanno portato ai precedenti numerosi decessi come avvelenamento, altre patologie infettive, impatto con auto dovuto all’eccessiva velocità sulle strade o bracconaggio), ma in ogni caso è necessario gestire con adeguata risolutezza la comparsa della TBC sui pascoli di Gioia dei Marsi, visto che già nel 2013 si è segnalato un caso di TBC in un bovino proveniente dai pascoli di Lecce dei Marsi prossimi a quelli di Gioia dei Marsi.

Negli scorsi giorni il Ministro della Salute ha chiesto la sospensione a titolo cautelativo dell’attività di pascolo del bestiame a Gioia dei Marsi ed a Lecce dei Marsi. Ad avviso del WWF si tratta di una procedura corretta per la quale si esprime apprezzamento al Ministero della Salute e al Direttore generale del Dipartimento della Sanità pubblica veterinaria, della sicurezza alimentare e degli organi collegiali per la tutela della salute, Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari. Ora il WWF chiede all’Assessorato alla Sanità della Regione Abruzzo, in particolare al Responsabile dei Servizi veterinari, di adoperarsi immediatamente per promuovere capillari e puntuali controlli per tutti gli allevamenti che insistono nelle aree del Parco e dei comuni adiacenti, nel rispetto del principio precauzionale e dell’interesse pubblico per la conservazione e salvaguardia di una specie rara e sempre più a rischio di estinzione, ma anche per la stessa salute pubblica.

In  sintesi, alla luce di quanto è emerso fino ad oggi, sarebbe opportuno sospendere il pascolo in tutti i comuni e prioritariamente in quelli della Marsica perché i pascoli sono vicini e gli animali vengono comunemente lasciati senza controllo e liberi di muoversi. La richiesta indirizzata alle Autorità di polizia è quella di svolgere, così come previsto dalla legge, adeguati controlli sul rispetto delle norme regolamentari sul pascolo, sull’identificazione dei singoli esemplari, sul divieto di pascolo al di fuori delle aree autorizzate anche provvedendo al sequestro del bestiame in caso di irregolarità.

Il WWF ricorda come la zootecnia è compatibile con la conservazione dell’Orso e dell’ambiente a patto che sia svolta nel rispetto delle regole. I primi ad essere interessati a tutelare e difendere questi territori sono i tanti allevatori onesti e virtuosi: anche per tutelare loro, vanno colpiti coloro che si comportano in maniera illegale.

Il WWF si attende in ultimo misure decise da parte di tutti gli organi competenti, dal Parco Nazionale, che nelle ultime settimane, afferma sempre il WWF, avrebbe dimostrato una maggiore attenzione nel seguire tali emergenze anche supportato dal Ministero dell’Ambiente, all’Assessorato Regionale agli stessi Sindaci, che, nella loro funzione di autorità sanitaria, devono tutelare gli interessi collettivi.

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