GEAPRESS – Le fotografie di quella carezza stanno facendo il giro del mondo. Quella “benedizione speciale“, assieme alle altre sensazioni di una giornata di certo indimenticabile, le racconta nel suo account facebook lo stesso Alessandro Forlani, giornalista RAI, in dubbio fino all’ultimo momento, ma per motivi familiari, se andare all’incontro con i media concesso da Papa Francesco sabato scorso.

Forlani è con il cane guida per persone cieche. All’ingresso del Vaticano, però, la security riferisce che probabilmente così non sarebbe potuto entrare. Ad ogni modo, verrà chiesto agli addetti vaticani. Dopo una decina di minuti arriva il parere positivo e Forlani, accompagnato da una guardia svizzera e dall’inseparabile Asià, giunge al fianco della prima fila. Il Papa, ricorda Forlani, dopo aver letto qualche riga inizia a parlare a braccio. Spiega il motivo del nome scelto (vedi articolo GeaPress) e del compito dei media.

Poi, intorno alle 11.20, la benedizione collettiva ed il saluto privato ad una cinquantina di persone scelte dagli organizzatori dell’evento. Un addetto della sicurezza si avvicina al giornalista e così riferisce: “Dott. Forlani, il Santo Padre desidera salutarla; vuole seguirmi?“.

Papa Francesco – racconta il giornalista – aveva detto che gli uomini hanno oggi un rapporto difficile con il Creato, aveva visto Asià e voleva salutarla”. Nel suo racconto Forlani sottolinea come “la mano del Papa era calda, ne forte ne debole, un po’ paffuta“. Dopo il baciamano  Forlani chiede al Pontefice se poteva concedere la benedizione speciale per la moglie e la figlia, che sarebbe stata battezzata a breve. Papa Francesco risponde con simpatia ed a questo punto aggiunge: “e una benedizione speciale anche per il tuo cane”.

La fotografia di quella carezza ha fatto il giro del mondo.

Uscendo dalla sala Paolo VI, viene detto a Forlani di essere stato l’unico giornalista “non papavero” tra i cinquanta ricevuti privatamente. Forlani capisce così quanto forte sia stato lo strappo al cerimoniale operato da Papa Francesco. “Una forte intelligenza e una forte empatia – riporta in conclusione del suo racconto Forlani – una grande mente e un grande cuore“.

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