paolo bernini
GEAPRESS – Ventisette anni, nato a Cento (FE), rappresentante alla Camera dei Deputati per il Movimento 5 Stelle e Segretario della Commissione Difesa.  Paolo Bernini è ormai diventato un punto di riferimento certo per le battaglie animaliste italiane. Da quando è stato eletto, è riuscito a dare uno scossone al panorama animalista, forse un po’ troppo attempato. Dagli allevamenti di pellicce, ai Macachi dell’Università di Modena, fino ai canili lager.

Una presenza “on the road” per la quale Bernini fornisce subito una spiegazione. “Bisogna ricominciare da lì, vicino alle persone – spiega Bernini a GeaPress – In Parlamento le proposte di legge e per certi versi le Interrogazioni non servono granchè; meccanismi troppo macchinosi che bisogna riuscire a cambiare, ma sui quali, per ora, è inutile fare eccessivo affidamento. Noi, per ora, rappresentiamo la speranza del cambiamento che al più presto riusciremo ad avere“.

Una sensibilità, quella per gli animali, che nasce tanti anni addietro. Un luogo d’infanzia intriso di affetti e di altri aspetti che creavano contraddizione. L’abitudine dei nonni di finire galline ed altri animali da cortile che invece Paolo Bernini voleva continuare a vedere vivi. Per fortuna, la sensibilità della sorella lo ha aiutato, ma il ricordo di quelle galline è comunque   rimasto indelebile. “Ero piccolo – racconta Bernini – ed andava così, era difficile opporsi“.

Crescendo è arrivata la scelta vegetariana e, quasi subito, quella vegana. Sul web iniziano a circolare nuovi temi. Si conosce meglio la realtà  degli allevamenti intensivi e le conseguenze dell’alimentazione carnea non solo sugli animali, ma anche per l’ambiente. “Mi riferisco alle enormi estenzioni  che si devono riservare alle colture foraggere. Per produrre che cosa? Carne e macelli? Io sono vegano etico e non farei mai del male ad un animale, ma dobbiamo tenere ben presenti anche le ricadute dell’alimentazione carnea sull’ambiente“.

Quel mondo fatto di tanta sofferenza, arrivò infine direttamente sotto gli occhi di Paolo Bernini. “Ero a Bologna –  spiega il Deputato pentastellato – e ho partecipato ad una manifestazione di Essere Animali. Esponevano piccoli animali morti, trovati nei macelli. Mi sono fermato a parlare con gli attivisti, ho capito che tutto ciò doveva essere parte del mio impegno poltico“.

Un impegno iniziato nel 2008 con “Gli amici di Beppe Grillo” e di lì a poco con il futuro Movimento 5 Stelle. Sempre in Emilia il primo battibecco con il mondo del circo, proprio difronte la struttura itinerante della famosa giraffa Alexander, morta poco dopo essere stata catturata per le strade di Imola. “Avevo preso parte alla manifestazione animalista ma sul posto c’era il Senatore Giovanardi; era dalla parte dei circensi ed abbiamo avuto modo di dare corso ad uno scambio di opinioni forse un po’ vivace”.

In Parlamento – aggiunge Bernini – si respira un’atmosfera astratta, distaccata dai bisogni delle persone. A quelli che non ce la fanno, alle persone che hanno perso il lavoro, cosa diamo da mangiare? Forse l’Italicum? Chi sta in Parlamento, non si accorge del mondo che c’è fuori. A pagare le spese sono temi importanti – aggiunge Bernini – Dalla legge elettorale fino alle tamatiche animaliste. La politica è sorda ed il Governo va ormai avanti a suon di fuducia. Chi deve legiferare in un paese democratico? Cosa ci sta a fare il Parlamento?“.

Bernini, in altri termini, è un fiume in piena che abbraccia a 360 gradi l’impegno politico del Movimento 5 Stelle. Proviamo a ritornare sugli animali e l’incontro con Antonio Colonna, dell’associazione Eital. E’ quello il mondo delle investigazioni sul traffico di cuccioli ed altri temi quali il bracconaggio e la zoomafia. Con Essere Animali, l’associazione META ed Antonio Colonna, Bernini è ad Antegnate per l’allevamento di pellicce. Si reca dai Carabinieri e sostiene la causa animalista. L’iter giudiziario che ne è scaturito è ancora in  corso ma il risultato che si raggiunge è comunque molto importante. A Modena, poi, è addirittura clamoroso. L’Università, sebbene (come dichiarano alla stampa) non in conseguenza della campagna animalista, pone fine alla sperimentazione sulle scimmiette. Tutti sanno, però, che è stata proprio la causa animalista sostenuta con un blitz parlamentare a sollevare il polverone;  per questo la quasi totalità degli animali viene poi ceduta. Bernini non si ferma e pochi giorni dopo si ritrova a Sarno, in provincia di Salerno. Si tratta della vicenda, tutt’ora in corso, del noto canile. E’ lo stesso Bernini ad informare con continuità degli sviluppi mentre, innanzi ai cancelli, chiede l’intervento della Polizia di Stato.

In ballo, però, sembrano esserci tante  altre cose, in varie parti d’Italia. Dai bracconieri del profondo nord a quelli del profondo sud.

Di vivisezione torneremo a parlare presto – promette Bernini – e chi mi critica faccia pure, anzi non mi meraviglia affatto”.

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