hermann nitsch
GEAPRESS – Ormai ci siamo quasi. Mancano pochi giorni all’inaugurazione di “Hermann Nitsch- Das Orgien Mysterien Theater”, curata dallo stesso Nitsch, con Giuseppe Morra e Michel Blancsubé. Si tratta della Mostra che si svolgerà, a partire dal prossimo 10 luglio,  nello spazio di archeologia industriale Zac ai Cantieri Culturali alla Zisa.

Una iniziativa che ha però provocato polemiche roventi per via delle carcasse di animali utilizzate dal noto artista. A Palermo, ad ogni modo, non vi saranno corpi di animali portati in scena

Già nel comunicato di presentazione della Mostra, la ruber.contemporanea, organizzatrice del progetto che porterà a Palermo la selezione delle opere di Nitsch per volere dell’Assessorato alla Cultura del Comune, ha tenuto a precisare  che l’esposizione comprenderà quaranta tele di grandi dimensioni, più una grande tela di una decina di metri che sarà posta per terra. Vi saranno inoltre quaranta fotografie relative alle performance che costituiscono “il fulcro delle “azioni” di Nitsch, fondatore dell’Azionismo Viennese. Il tutto, riferisce l’organizzazione, “nel segno di una ritualità laica e catartica, le cui origini più profonde e remote sono proprio da rintracciarsi nei riti collettivi, dal rimando dionisiaco“. In mostra ancbe numerosi video che raccontano le azioni più importanti realizzate nel corso dei decenni da Nitsch, nel suo castello di Prinzendrof, vicino Vienna e la cosiddetta “farmacia” ossia una struttura a più piani che l’artista compone con i suoi oggetti-feticcio.

Di animali morti portati in scena, però, non ve ne sarà nessuno. Un fatto che, ad ogni modo, non sembra  convincere gli animalisti e, probabilmente, una fetta ancor più ampia dell’opinione pubblica la quale, pur non richiamandosi direttamente alle tematiche di protezione animale,  ha manifestato lo stesso il suo dissenso.

Attacchi strumentali contro Nitsch? Di certo l’eco delle polemiche è arrivato fino all’artista viennese che ha deciso di scrivere una lettera di chiarimento, diffusa dalla stessa ruber.contemporanea e che pubblichiamo così come pervenuta.

Chiarimento e presa di posizione contro attacchi faziosi

Si tratta di chiarire un grosso fraintendimento. Nemici dell’arte, gruppi disinformati, tentano di aizzare gli animalisti contro di me e il mio lavoro. L’atteggiamento fazioso e l’ignoranza parlano da sé. Io amo gli animali più di tutto! La mia filosofia li rispetta: essi sono parte del mio amore per tutta la natura e per tutto il creato e arricchiscono la mia vita, così come quella di mia moglie. Curiamo gli animali, li proteggiamo, li preserviamo dal dolore e li guidiamo attraverso la gioia della loro esistenza naturale. Abbiamo sei gatti, un cane, una capra, un mulo, moltissimi pavoni, polli e api. Piante di ogni sorta, ornamentali e non: alberi da frutto, verdure e fiori accompagnano la nostra esistenza. Sosteniamo ogni forma di vita e siamo sempre stati ambientalisti.
Disprezziamo, infatti, e combattiamo le forme di allevamento che, avide di guadagno, maltrattano gli animali: l’allevamento intensivo è una delle più crudeli e peggiori forme di trattamento degli animali. Ci opponiamo in modo accanito a quest’utilizzo criminale degli animali che si va diffondendo sempre più: mai come oggi, nella storia, gli animali sono stati trattati in modo così cinico, crudele e irrispettoso della natura.
Rivolgo la mia preghiera agli ambientalisti che lottano per porre fine a questo vero e proprio sacrilegio. Sono un drammaturgo e lavoro ad una nuova forma “d’opera d‘arte totale” (Gesamtkunstwerk), affinché una sorta di festa religiosa ne celebri l’esistenza.
Un drammaturgo non può non confrontarsi col tragico, con la morte e, in effetti, uno sguardo alla storia dimostra che è così, a partire dall’antica tragedia fino ad arrivare al presente, includendo anche il mito della passione cristiana. L’arte ha a che fare con i tabù.
Tratto col più profondo rispetto la carne e il sangue dei corpi degli animali che vengono uccisi e tagliati a pezzi dagli uomini: l’animale morto, come il nostro corpo, è infatti prova degli eventi naturali.
Anche noi siamo mammiferi e l’artista mostra e rende viva la bellezza della carne, del sangue e delle budella. Cerco di porre a fondamento dell’arte la bellezza sensoriale dell’evento naturale.
La morte dell’animale dev’essere rispettata sempre e nel modo più profondo: nel mio teatro l’animale morto viene consacrato e diventa forma d’arte. La carne che io utilizzo in un primo momento non viene mangiata, ma utilizzata nella performance teatrale: viene offerta dunque per uno scopo più elevato.
L’arte figurativa e l’arte drammatica, tra l’altro, si sono sempre confrontate con scene estremamente drammatiche. Penso a Eschilo, Sofocle, Euripide e ancora Caravaggio e Francis Bacon. Il pittore Delacroix andava di mattina nei mattatoi di Parigi: lo affascinavano i colori del macello e degli animali che venivano abbattuti. Anche nella religione cristiana è centrale la crocifissione del figlio di dio e il dio greco Dioniso, nel culto orgiastico, viene fatto a pezzi in forma di capra per poi risorgere nella primavera seguente. I riti sacrificali, attestati nella storia, sono una dimostrazione dell’intensità sensoriale dei processi di macellazione e di sventramento. È possibile ammirare ciò anche nella poesia dei tragici greci, nella rappresentazione poetica che ne fanno Omero e Virgilio e nei due testi che costituiscono la Bibbia. Il sacrificio e l’uccisione degli animali, da un punto di vista morale, non vengono mai perdonati.
Ho acquistato la carne per le mie azioni nei macelli e gli animali erano già stati macellati. Ciò significa che questi animali erano già stati uccisi a scopo alimentare prima della mia azione.
Dopo che impieghiamo la carne per la performance teatrale, la mangiamo: l’animale ucciso viene dunque utilizzato due volte, per l’arte e poi per il nostro nutrimento. Il mio teatro e la mia arte si confrontano con ciò che è concreto, direttamente con la realtà e il colore che viene versato dalla pittura è vero e reale, così come la carne e il sangue del teatro d’azione: la mia arte s’interessa a ciò che c’è dentro i nostri corpi, alla sostanza fisica della carne e del sangue. Già Leonardo da Vinci e Michelangelo nel Rinascimento s’interessavano in modo simile alla dissezione dei corpi umani.
Il confronto con i cadaveri degli animali macellati è connesso al grande interesse che nutro verso i miti, le forme di culto e i rituali, il tutto rivisto alla luce della psicologia del profondo. Ci sono molti libri e scritti teoretici che spiegano le mie opere.
Resto profondamente offeso dal fatto che la mia attività artistica, che dovrebbe rendere più consapevoli, venga invece considerata brutale e crudele. Un medico che compie degli interventi chirurgici guaritori per i corpi umani non viene attaccato: l’etica della scienza riconosce le sue capacità. Se ci si confronta realmente col mio lavoro, non si può non riconoscere che voglio il bene degli animali e che provo il più grande rispetto e amore nei loro confronti.
Il mio invito e la mia preghiera per gli animalisti è che mi riconoscano come uno di loro e che mi accolgano nel loro circolo. Combattiamo insieme contro il dolore degli animali, per un modo migliore e più giusto!”

Hermann Nitsch, giugno 2015

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