GEAPRESS – Tutto come previsto dalle squadre dei Vigili del Fuoco intervenuti già da ieri a Bellolampo. Il vento è cambiato (vedi articolo GeaPress) e la nube si è spostata sulla città. E’ alta nei quartieri centrali ma molto più bassa in quelli occidentali. Nel primo pomeriggio le propaggini più estreme erano arrivate sopra la centralissima Piazza Politema, mentre fin da ora di pranzo la coltre si era spinta bel oltre le montagne che fanno da cornice alla conca d’oro raggiungendo Piana degli Albanesi. Nuovamente interessate dal fumo la vallata di San Martino e le montagne di Giacalone.

L’incendio, però, potrebbe durare per giorni. Ad avere preso fuoco potrebbero essere stati anche gli strati meno superficiali della collina artificiale di Bellolampo. Su questo, però, le versioni fornite dai Vigili del Fuoco e dalla Protezione Civile, sono contrastanti. Infatti, secondo il Responsabile della Comunicazione del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Palermo, Ingegnere Cantale, l’incendio potrebbe aver coinvolto anche strati più profondi. In questo caso, la colonna di fumo si alzerà per più tempo. La stessa tesi è stata raccolta da GeaPress tra le squadre dei Vigili del Fuoco in servizio nella discarica. Di certo dopo una giornata di lanci d’acqua dei canadair, l’incendio non è domato, sebbene sottocontrollo.

LA RIUNIONE PRESSO LA PROTEZIONE CIVILE
Conclusa intorno alle 19.30 la riunione convocata presso la Protezione Civile. Queste le prime anticipazioni.

I rilievi dell’ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) non avrebbero rilevato soglie di allarme per la diossina. Secondo quanto riferito a GeaPress dall’Ingegnere Lo Monaco, Responsabile della Protezione Civile di Palermo, la diossina fin da ieri rilevata dall’ARPA e della Provincia risulta decisamente al di sotto dei parametri di allarme. Quantitativi molto bassi, di ben 2000 volte inferiori alla soglia di rilievo. Per questo non si è ritenuto fino ad ora necessario emanare alcuna precauzione per la popolazione.

Già domani mattina saranno istituiti presidi integrativi predisposti dall’AMIA sotto la direzione dell’ARPA. Sempre secondo l’Ing. Lo Monaco l’incendio non avrebbe coinvolto strati di rifiuti in profondità. Fatto che farebbe sperare in uno spegnimento più veloce dell’incendio. Quello che invece preoccupa è l’inagibilità della discarica. E’ certo che per alcuni giorni non potrà essere utilizzata. In prima ipotesi è stata attenzionata la possibilità di utilizzare la discarica pubblica di Trapani ed alcune private, tra cui quella di Siculiana, in provincia di Agrigento.

A Bellolampo l’intervento prescelto per domare l’incendio è quello del soffocamento, ovvero coprendo le fiamme con materiali terrosi.

INCENDIO DOLOSO
Come già anticipato nel lancio stampa di stamani, arriva ora la conferma sulla natura dolosa dell’incendio. Il fuoco è stato appiccato nella vecchia discarica. A riferirlo a GeaPress è sempre la Protezione Civile. Velocemente propagatosi lateralmente e poi verso l’alto lungo la collina artificiale di Bellolampo ha così raggiunto i vasconi superiori di rifiuti.

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