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GEAPRESS – Già nella giornata di mercoledì 15 giugno, prima cioè che il possente vento di scirocco facesse scoppiare l’enorme rogo che ha devastato la Montagna Sacra dei Palermitani, c’era stato un principio di incendio nelle falde di Monte Pellegrino. L’area dove era intervenuto il Servizio Antincendio del Corpo Forestale della Regione Siciliana spegnendo il focolaio, era a monte di via Pietro Bonanno, grosso modo nei pressi dell’incrocio con via Cardinale Rampolla Mariano.

Si tratterebbe della stessa area dove ieri, invece, si è sviluppato l’incendio (VEDI FOTO, rettangolo giallo) che ha poi avvolto l’intera montagna e le sue falde. Un’emergenza talmente estesa che avrebbe poi determinato l’esigenza di concentrare i soccorsi nelle molto più abitate falde, preferendo evacuare l’area incontrollabile del Santuario di Santa Rosalia.

Lo sviluppo delle indagini che, si spera, potrebbe portare alla denuncia del responsabile, è contenuto nell’appello che, tramite GeaPress, rivolge ai Palermitani il Comandante del Distaccamento Palermo Falde del Corpo Forestale della Regione Siciliana Commissario Rosalia Pirrello. “Abbiamo bisogno di foto e filmati solo se relativi ad un orario antecedente alle 13.50 di ieri, giovedì 16 giugno. L’area che ci interessa è abbastanza circoscritta e per le indagini è molto significativa. Il punto di riferimento è a monte dell’incrocio tra via Pietro Bonanno e via Cardinale Rampolla. Per intenderci, l’area è compresa in un perimetro tra il bivio in questione e, guardando la montagna, la cosiddetta “spaccazza”. Invitiamo alla collaborazione i Palermitani, come già hanno fatto, inviando il materiale documentale alla seguente mail:   forestale.palermofalde@regione.sicilia.it

Oltre alla foto – ha aggiunto il Commissario Pirrello – deve essere specificato il punto dove è stata scattata, questo per capire l’angolazione precisa. Vorrei ribadire l’orario dello scatto, ossia solo prima delle 13.50 di ieri giovedì 16 giugno e solo per l’area in questione”

Il bivio riferito dal Commissario è molto conosciuto ai palermitani. Per chi proviene dalla Fiera del Mediterraneo e intende proseguire per Monte Pellegrino è quello ove si biforca via Pietro Bonanno. A sinistra a salire, si prosegue per Monte Pellegrino. A destra, invece, inizia in discesa via Cardinale Rampolla che conduce a Villa Igiea. A monte di questo bivio, sembra ieri essere scoppiato l’incendio che è poi degenerato molto velocemente grazie allo scirocco. La stessa area dell’altro ieri, è quella sulla quale di più gli investigatori non possono per ora dire.

I danni alla fauna selvatica e alla vegetazione saranno ingenti – riferisce il Commissario Pirrello – Con gli alberi sono bruciati centinaia di nidi di uccelli, per non parlare della fauna terreste che si è trovata intrappolata. Queste valutazioni le completeremo nei prossimi giorni, ma ve ne è abbastanza per dire che si è trattato di incendio devastante”.

Sulla montagna si sono già registrati crolli di alberi bruciati e rotolamenti di pietrame, mentre, nella giornata di ieri, la Protezione Civile ha consentito ai soccorsi di utilizzare anche via Ercta, lato Mondello, chiusa per motivi di sicurezza da anni. Poi l’emergenza è esplosa alla falde, tra le case. Arenella, Vergine Maria, falde lato Fiera del Mediteranneo e Parco della Favorita. Qui volontari, veterinari privati e Servizi Veterinari dell’ASP, oltre ai mezzi del canile municipale si sono concentrati attorno allo storico rifugio di cani abbandonati gestito dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Per fortuna le fiamme lo hanno solo lambito. Così non è stato per altre aree dove l’incendio si è sviluppato tra le case.

Nella parte sommitale di Monte Pellegrino sembra sia andato a fuoco un fienile, ma tutto il bestiame dovrebbe essere riuscito a mettersi in salvo. L’area del Santuario dovrebbe essere salva. La strada di accesso continua ad essere interdetta al traffico e da questo pomeriggio tre aerei canadair hanno iniziato le operazioni di bonifica prelevando l’acqua dalla rada del porto di Palermo. Le operazioni di bonifica, una volta circoscritto l’incendio, sono quelle che rendono agibile l’area percorsa dalle fiamme, spegnendo definitivamente i focolai e rendendola così sicura.

A confermare il buono stato di avanzamento delle operazioni di bonifica sono le stesse pattuglie oggi in servizio.

Qualche polemica, invece, serpeggia per il Servizo Anticendio, che sarebbe partito poco prima degli incendi. Un fatto che potrebbe fare presupporre un regime ancora non al top e legato, forse, alla disponibilità del finanziamento.

Ieri, comunque, è stato devastante e, come è noto, non solo a Palermo.

Per Monte Pellegrino, intanto, la risoluzione del caso, con l’auspicabile individuazione del responsabile, potrebbe essere proprio nelle mani dei Palermitani. La loro documentazione sarà fondamentale.

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