GEAPRESS – Sacchetti blu, rossi, bianchi, più o meno trasparenti, di plastica piuttosto che da riciclo. Comunque tutti sacchetti con cacca, di cane. Sacchetti annodati e disposti in una pila che ha ormai superato lo stesso coperchio del cestino. Anzi, è proprio quest’ultimo a divenire nuova vomitevole base. Il tutto che sboccia tra le siepi del piccolo parco giochi del Parco di Case Rocca a Palermo. I bambini, così, hanno lo spazio delimitato tra un cavallino a dondolo ed il ricordino di un dalmata. Un’altalena ed un alano, e così via discendendo.

A mancare, ovviamente, è la raccolta dei rifiuti. Sicuramente da non poco tempo, vista l’enormità dei … depositi. “Che colpa abbiamo noi – riferisce Maria, proprietaria di un bel cagnolone adottato al rifugio del cane – Cerchiamo di tenere pulito ma gli unici due cestini superstiti sono proprio quelli del parco giochi e poi non siamo solo noi ma anche altre persone che utilizzano il parco come i podisti che si disfano delle bottiglie di integratori ed acqua“. Sarà, ma quella colonna di sacchetti multicolori non è proprio uno spettacolo entusiasmante.

Portano mosche e poi dalla puzza si scappa” riferisce polemicamente una mamma che stamani era andata nel Parco.

Poi, all’improvviso, arriva una squadra di militanti del Movimento Cinque Stelle. Armati di ramazza, sacchi e guanti, svuotano l’ormai indefinibile contenuto pigiato dentro i contenitori. Sacchetti scordati così nel fitto della siepe. Genitori e padroni di cani si incontrano e parlano. Loro, i militanti, vorrebbero inviare al Sindaco. “Lo facciamo per i bambini” riferisce una attivista del Movimento in guanti e carrozzina con bimbo. Ed invece, oggi, a ringraziare, erano sia persone con bimbi che con cani. Non ci vuole poi molto a sanare una convivenza non sempre facilissima. Basta almeno che chi di dovere provveda alla rimozione dei rifiuti, almeno quelli riposti negli appositi spazi.

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