bruce II
GEAPRESS – Un sequestro avvenuto due anni addietro. Un probabile giro di combattimenti tra cani che portò Bruce ed altri compagni di sventura, nelle gabbie del canile municipale di Palermo. I cani, con il tempo, si sono ripresi dalle tremende ferite che avevano sul corpo. Più difficile, però, sanarli da altre ferite, quelle psichiche, causate da chi ha visto nel suo cane uno strumento di potenza. Una macchina da guerra, addestrata con crudeltà a scagliarsi contro i suoi simili.

Per questo, Bruce come gli altri Pit bull sequestrati, era finito in una gabbia tutto solo. I volontari hanno fatto di tutto per garantirgli un minimo di motilità ed ogni giorno Bruce, come del resto gli altri cani  sottoposti nel passato ad analogo addestramento, hanno a disposizione un giardino non piccolo presso lo stesso canile. Comunque un’area recintata; sempre la stessa.

Appena tornato in gabbia, sempre la stessa scena. Bruce volta le spalle verso l’apertura del corridoio interno e guarda, sbuffando, in direzione del giardino necessariamente precluso a causa della presenza degli altri cani. A turno, riferiscono i volontari, devono sgambettare tutti.

Eppure, anche per lui, vi è ora una  nuova vita. Passeggiate con i volontari della LIDA e tante coccole da parte di chi, per strada, sente raccontare la sua storia. Anche oggi è stato così e prima di una scatola di croccantini offerta da un negoziante, è arrivata l’ora del suo primo bagno a mare.

Un po’ spaventato – racconta a GeaPress Alessandra Musso, responsabile della LIDA cittadina – Sono certa che per lui è stata la prima esperienza al mare e forse aveva un po’ paura delle onde. Ma è stato solo all’inizio; poco dopo ha preso confidenza con il mare, dove sicuramente torneremo“.

Una speranza di vita, molto diversa da quella patita nel box di chi probabilmente lo faceva combattere. Una vita diversa anche dalla solitudine della gabbia del canile ove, purtroppo, era costretto a stare da solo.

La situazione per questi cani è drammatica – riferisce la responsabile animalista –Ne arrivano in continuazione e nessuno sa ancora cosa succederà nel momento in cui inizieranno i lavori di ristrutturazione del canile municipale. Loro, i Pit bull come gli altri cani utilizzati nei combattimenti, sono un caso particolare. Occorrerebbe un programma speciale, tutta un’altra  struttura. Questi cani rappresentano una sorta di randagismo parallelo che richiederebbe sforzi particolari. Inoltre, continuando ad occupare quelle gabbie, si concretizza il rischio di lasciare ai  proprietari i cani dei successivi sequestri“.

Bruce, almeno oggi, ha goduto di una giornata eccezionale. Un gruppo di volontari, appartenenti a più associazioni, ogni giorno si prendono cura di loro e, quando possibile, si va pure al mare. Una passeggiata augurale, per Bruce come per gli altri cani, nella speranza che le cose possano cambiare.

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