ballarò
GEAPRESS – Numerose centinaia di cardellini ed altri animali appartenenti a specie particolarmente protette. Tutto è tornato come prima, nella piazza domenicale degli uccellatori del mercato di Ballarò a Palermo.

A denunciare il tutto è la LIPU la quale sottoliena come a nulla sarebbero valsi i due interventi delle Forze di Polizia, risalenti ad un mese addietro. D’altronde, spiega la LIPU, a cosa possono servire degli interventi sporadici e senza un criterio? Il mercato degli uccellatori rientra in un contesto di più ampia diffusa illegalità che dimostra quanto siavera la “leggenda metropolitana” di un luogo attiguo alle più note bancarelle di ortofrutta costituito, bene che vada, da merce di dubbia provenienza se non in tutta evidenza rubata.

Tra questa “merce” vi sono anche gli animali selvatici protetti che sarebbe bene ricordare essere il frutto di un reato, ovvero quello di “furto al patrimonio indisponibile dello Stato”. Quello Stato, denuncia a LIPU, a Ballarò semplicemente non c’è.

Quanto osservato domenica scorsa nella piazza degli uccellatori è devastante. Centinaia di persone che nell’arco della mattinata si sono avvicendate a discutere, parlare, contrattare intere partite di avifauna selvatica come singoli uccellini offerti a partire da dieci euro cadauno.

Nonostante le richieste della LIPU non vi è mai stato alcun presidio preventivo della piazza, mai un sequestro dei veicoli atti a portare a compimento il reato, mai una perquisizione domiciliare, mai alcuna presa di posizione delle autorità politiche cittadine. Solo sporadici interventi contraddistinti dal fuggi fuggi generale degli uccellatori e in genere coincidenti con le denunce della LIPU.

Per chi volesse vedere come l’incuria regni sovrana a Ballarò basta andare la domenica mattina tra via Grasso e via Martoglio
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