carpe oreto

GEAPRESS – Il video, caricato su You Tube all’incirca un anno addietro, mostra alcune persone, forse cittadini extracomunitari, che pescano nel tratto urbano del fiume Oreto a Palermo.

La scena, ripresa da alcuni ragazzi dal ponte di via Oreto ed arricchita da coloriti commenti, evidenzia come i “pescatori” si tuffano nell’acqua per  recuperare le reti con i grossi pesci.

Appesantite ai bordi da alcuni pesi, le reti vengono lanciate una volta avvistato il pesce. Subito dopo una persona si tuffa per il recupero.

Numerose carpe, del peso di diversi chili, vengono così gettate nel cemento che caratterizza le sponde. Le persone sono incuranti del degrado circostante e, soprattutto, della qualità delle acque. Il fiume, nonostante negli ultimi anni ha evidenziato delle condizioni migliori  (nella zona non vi sono più gli scarichi di stalle e concerie) è ancora fortemente compromesso a causa dei reflui non depurati di alcuni Comuni del tratto più a monte.

Un problema, quello della pesca nel fiume palermitano, che si presenta ogni giorno sotto gli occhi di tutti.

Stante alcuni racconti del vicino quartiere della Guadagna, anticamente venivano mangiate anche le rane, presenti tutt’ora nel tratto urbano del fiume.

I pescatori (non solo extracomunitari) usano pescare anche alla foce del fiume, dove la qualità dell’acqua è paragonabile ad una cloaca a cielo aperto, ed in tutte la coste del palermitano, sia di area portuale e non, ivi comprese le banchine dove approdano le navi. Oltre alle carpe del fiume, si pescano, specie nei pressi degli scarichi fognari, spigole, cefali, alacce ed orate.

Particolarmente ambita è la zona portuale nei pressi dello scarico del Passo di Rigano, originariamente canale di drenaggio costruito per proteggere Palermo dalle alluvioni e nel tempo trasformato abusivamente in una fogna. Il Passo di Rigano ed il Fiume Oreto, costituiscono le principali criticità per la qualità delle acque del golfo di Palermo.

 

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