orso autopsia
GEAPRESS – Come anticipato alcuni giorni addietro (vedi articolo GeaPress) non sarà più garantito il libero accesso alla strada forestale Rocchetta a Volturno – Monte Marrone.

Si tratta della strada che quasi sicuramente è stata utilizzata da chi, nei giorni scorsi, ha posto fine alla vita dell’orso Stefano.

La regolamentazione del traffico veicolare è stata decisa, con Ordinanza (SCARICA ORDINANZA) n. 15 del 12.07.2013 dal Sindaco di Rocchetta a Volturno (IS) Antonio Izzi. Un accesso limitato e regolamentato per alcune categorie di usufruitori, come nel caso dei residenti. L’intervento del Sindaco, pur rilevando alcune caratteristiche della strada che richiedevano un provvedimento di tal genere, è dovuto alla “necessità di dover dissuadere eventuali azioni di “delinquenza ambientale” purtroppo registrate negli ultimi tempi ivi compreso il bracconaggio“.

Il riferimento è proprio all’Orso Stefano. Forse avvelenato ma di certo, come ha avuto modo di evidenziare l’esame autoptico, nel passato centrato da più colpi di arma da fuoco. Una pistola di piccolo claibro, e più colpi di fucile tipo caccia. Pallini la cui traiettoria sembra provenire, in almeno un caso, in direzione della parte posteriore del povero animale. Una vicenda sulla quale si dovrà fare chiarezza attendendo, anche per questo, l’esito dell’esame tossicologico. Tra due o al massimo tre settimane, potrebbe arrivare il responso.

Di certo quella strada ha favorito l’accesso di chi ha ucciso il povero animale. Veleno forse per i lupi, ma che ha finito per uccidere un’altra specie protetta, come l’orso, ed anche una volpe. Il tutto all’interno del versante molisano del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Una vicenda che stranizza, aveva dichiarato l’Ente Parco, essendo quel versante notoriamente più tranquillo.

Un fenomeno che però nel suo complesso preoccupa. La “filosofia” del veleno, sembra infatti imperare sempre più spesso. L’orso bruno marsicano, poi, è un simbolo di un patrimonio naturale sempre più raro e minacciato. Un esempio, forse un ricordo di una natura che mai più tornerà, del quale dovremmo andare orgogliosi. Poche decine di individui minacciati, oltre che dal veleno, anche da atti di persecuzione diretta ed investimenti.

L’esame autoptico, eseguito dal dott. Liberatore (nella foto), lascia spazio a pochi dubbi. Qualcuno, con quel piombo sparato, voleva male all’Orso Stefano. Forse, si è detto nei luoghi, un tentativo di scacciarlo dai centri abitati dove il grosso animale si era spinto a cavallo tra il 2008 e 2009.

Un patrimonio universale ma soprattutto  delle comunità locali. Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ha fatto diventare famosi in tutto il mondo luoghi che sicuramente senza tali peculiarità stenterebbero non poco ad imporsi. Per questo, il provvedimento del Sindaco Izzi, va senz’altro nella  direzione giusta. Limitare il traffico veicolare significa aggiungere un importante salvezza per la salvaguardia dell’orso e di tutti gli abitanti del Parco Nazionale.

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