daniza III
GEAPRESS – Soddisfazione dell’ENPA per la decisione del GIP di Trento che ha rinviato al Pubblico Ministero gli atti relativi all’indagine sull’uccisione dell’orsa Daniza. Secondo Annamaria Procacci, Consigliere Nazionale dell’ENPA, si tratta di un “passo importante verso quella nostra richiesta di chiarezza e verità che abbiamo sempre manifestato, anche a nome dell’opinione pubblica italiana, fortemente colpita dalla morte di Daniza“.

Per l’ENPA, però, il problema potrebbe essere ancora più ampio.

Secondo l’avvocato Valentina Stefutti “sin dall’inizio abbiamo sostenuto la necessità di indagare anche in ordine alle responsabilità delle più alte gerarchie dell’amministrazione provinciale“. Molti dubbi, insomma, che secondo l’Avvocato Stefutti è ora necessario chiarire con le nuove indagini. Questo, “sia per quanto riguarda la versione dei fatti fornita dal noto cercatore di funghi, sia soprattutto sulla legittimità dei presupposti stessi per la cattura e la telenarcosi di Daniza. Tra l’altro, era ed è noto anche in provincia di Trento il rischio legato alla telenarcosi, visto che già in precedenza si erano verificati episodi analoghi, come l’annegamento di un orso narcotizzato nel Lago di Molveno, episodi che avrebbero dovuto suggerire indubbiamente una grande prudenza“.

Con la decisone del GIP è stata premiata la strategia legale di Enpa relativa alle responsabilità istituzionali e all’attendibilità della versione fornita dal cercatore di funghi

Per Annamaria Procacci, non può non rilevarsi “l’attenzione che, nel documento del GIP, viene rivolta agli atti della pubblica amministrazione locale; è importante che in futuro gli amministratori, che hanno responsabilità in merito alla biodiversità, soprattutto quella più rara e preziosa, evitino di compiere scelte che si rivelano gravissime per il patrimonio naturale del nostro Paese“.

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