GEAPRESS – Uno studio del Programma Ambiente delle Nazioni Unite (Unep) conferma che non si arresta la moria di api in varie aree geografiche e lancia l’allarme per il rischio di scomparsa di milioni di altri insetti impollinatori, utili alla vita del pianeta.
Secondo l’Unep la morte di intere colonie di api in molte parti del mondo, in America del Nord ed Europa ormai da un decennio ora anche in Cina, Egitto e America Latina, potrebbe essere solo la punta dell’iceberg di una più vasta e ancora nascosta minaccia agli insetti impollinatori.

Il declino delle angiosperme, una diffusione di parassiti, ma soprattutto l’uso di agrofarmaci,  pesticidi e l’inquinamento atmosferico sarebbero le principali cause. Tra i pesticidi è ormai assodato che una delle cause della strage di api siano i  neonicotinoidi, un insieme di diverse sostanze chimiche usate per la concia del mais, vietati in via precauzionale in alcuni paesi dell’Unione Europea.

Delle 100 specie di piante coltivate che forniscono circa il 90% del cibo a livello mondiale, oltre il 70% sono impollinate dalle api“, ha detto Achim Steiner, responsabile dell’Unep.“Gli esseri umani si sono fabbricati l’illusione che nel 21esimo secolo dispongono del valore tecnologico necessario a essere indipendenti dalla natura. Le api ricordano la realtà: che siamo più, e non meno, dipendenti  della natura in un mondo con quasi 7 miliardi di abitanti“.

Il rapporto inoltre invita alla riconversione rapida verso un modello di “ecological farming” (agricoltura ecologica o sostenibile), meno dipendente dagli insetticidi, più resistente alle minacce come il cambiamento climatico e che in prospettiva può garantire maggiormente la produzione agricola.  

In Italia il prossimo 30 giugno scade il temporaneo divieto di utilizzo in agricoltura dei neonicotinoidi, stabilita nel 2008,  e ieri il Consiglio regionale della Toscana ha approvato all’unanimità una risoluzione che chiede alla Giunta di attivarsi presso il Governo, insieme alle altre Regioni ed ai soggetti interessati, per chiederne la proroga.  A supporto della richiesta è stato evidenziato che nel corso del 2010 sono state realizzate ottime medie produttive di mais, senza danni di rilievo da parassiti, specie dove si è praticata la rotazione delle colture.
Inoltre in queste settimane sia negli Stati Uniti sia in Inghilterra si registrano iniziative istituzionali per fermare tali pesticidi.  (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).