GEAPRESS – Nonostante le critiche che nel marzo 2011 si sollevarono sulla possibilità di commercializzare alimenti geneticamente modificati (vedi articolo GeaPress), per il Ministro dell’Ambiente Clini “le normative europee stabiliscono una procedura rigorosa per l’autorizzazione all’impiego degli OGM in Europa, al fine di salvaguardare l’ambiente e la salute“.

La situazione di stallo che però si è venuta a creare in sede europea potrebbe essere superata, sempre in base a quanto riferito oggi da Clini in un suo comunicato, grazie ad una iniziativa della Danimarca. La procedura di autorizzazione rimarrebbe alla Commissione, mentre la decisione in merito alla autorizzazione dell’ impiego degli OGM nel proprio territorio, spetterebbe agli Stati membri.

La proposta della Danimarca è stata presentata lo scorso 9 marzo nel corso del Consiglio dei Ministri dell’Ambiente, e l’Italia, congiuntamente a Ungheria, Spagna e Svezia, ha aderito.

Quali sarebbero i primi effetti di tale proposta? Come riferisce lo stesso Ministro Clini, è evidente che la proposta danese ha l’effetto di riaprire in Europa le iniziative legate agli OGM, e più in generale gli investimenti in ricerca e sviluppo sui temi legati alle biotecnologie e all’ingegneria genetica.

Ferma restando la posizione italiana in merito al divieto dell’impiego degli OGM in agricoltura – ha dichiarato il Ministro Clini – credo che sarebbe insensato continuare a tenere il freno alla ricerca considerando in particolare che l’ingegneria genetica ha una infrastruttura comune per la ricerca in molti settori: dalla farmaceutica alla protezione di prodotti tipici dell’agricoltura, dall’energia al risanamento di siti contaminati con biotecnologie, dalla lotta alla desertificazione alla protezione dei suoli esposti al dissesto idrogeologico. Sarebbe opportuna – ha concluso Clini – una seria e documentata riflessione, anche tenendo conto della evoluzione della ricerca e degli investimenti in questo settore, a livello europeo e globale”.

Alle dichiarazioni del Ministro Clini hanno fatto seguito numerose critiche tra cui quelle del Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania.

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