GEAPRESS – Hanno ripreso il volo all’interno del Parco della Murgia Materana: uno Sparviero, una Poiana ed una Civetta. I rapaci, che vivono stabilmente nel territorio lucano, hanno riacquistato la libertà, sabato scorso, dopo essere stati curati presso il Centro Recupero Animali Selvatici della Riserva Naturale di San Giuliano.

I tre esemplari, infatti, hanno alle spalle tre diverse storie di difficoltà che, senza un tempestivo soccorso, certamente non avrebbero avuto un epilogo positivo.
 
La Civetta (Athene noctua) è stata ritrovata lo scorso novembre da alcuni cittadini di Tricarico. L’animale fu quindi consegnato al locale Comando dei Carabinieri che lo trasportarono tempestivamente presso il Centro di Recupero. Qui una visita veterinaria permise di diagnosticare un grave trauma oculare che impediva al piccolo rapace notturno di utilizzare normalmente la vista, di muoversi e di nutrirsi autonomamente.

Lo Sparviero (Accipiter nisus), invece, fu rinvenuto a dicembre scorso nei pressi della Collina di  Timmari vicino Matera dopo che un forte impatto, probabilmente  contro un veicolo, gli aveva procurato una frattura all’omero ed un trauma oculare.

La Poiana (Buteo buteo) è stata trovata poco più di un mese fa, a terra esanime ed incapace del benché minimo movimento, da alcuni cittadini nei pressi di Miglionico, non lontano dalla Riserva di San Giuliano. Gli stessi la consegnarono a personale della Provincia di Matera, in servizio in quella zona. Le sue condizioni erano molto gravi: una ferita sanguinante alla testa e una paralisi totale ad entrambe le zampe non lasciavano spazio all’ottimismo.

E invece, grazie all’impegno del responsabile veterinario e dei responsabili del Centro i tre rapaci sono riusciti a riconquistare la vita libera. Tutti e tre gli esemplari prima del rilascio sono stati inanellati.

Solo nel 2010 sono stati affidati al Centro 200 esemplari  feriti o in difficoltà,  gran parte dei quali appartenenti a specie protette in Italia ed Europa. Ma il Centro di Recupero di Matera, oltre alla cura degli animali in difficoltà svolge altre importanti attività, quali quella didattica e di sensibilizzazione, di ricerca e monitoraggio della fauna tra cui anche quella rilasciata, di collaborazione con le strutture sanitarie locali per  alcuni aspetti inerenti alcune patologie riscontrate negli esemplari selvatici, etc…

Eppure dal Centro di Recupero lamentano la mancanza di un sostegno finanziario stabile che possa garantire il continuo svolgersi delle attività nell’ultimo anno supportato da privati ed associazioni.

Ci auguriamo che il supporto derivante dagli Enti e dalle Istituzioni preposte alla cura e al recupero della fauna selvatica – dichiara Matteo Visceglia, Responsabile del Centro – possa diventare un impegno costante ed annuale e non debba più essere soggetto a vuoti finanziari che non permettono di svolgere in piena tranquillità questo importante lavoro di tutela della fauna autoctona protetta e di conservazione della Biodiversità nella provincia di Matera.” . (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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