nepal II
GEAPRESS – Decine di fotografie di poveri corpi di cui nessuno sa. Soprattutto giovani e giovanissimi, esposti in un improbabile obitorio e fotografati dalla Polizia del Nepal per l’eventuale riconoscimento. Il tutto, poi, pubblicato sul web.

L’unica forse inevitabile “personalizzazione” sono le lettere cerchiate sugli addomi esposti. Questo per chi ancora ne ha uno. Per molti altri, o per quello che ne resta, è finanche inopportuno descrivere ogni ulteriore particolare.

Basta questo per capire la situazione di drammatico caos  dei soccorsi in Nepal. Solamente tredici elicotteri, di cui tre arrivati dall’India, ed intere vallate ancora del tutto irrangiungibili. Quello che continua a vedersi  è solo la devastazione della capitale Katmandu. Poco o nulla su tutto il resto.

Nelle ultime ore, sempre la Polizia locale, ha diffuso notizie di nuovi ritrovamenti. Un bambino piccolo, non si capisce se vivo o morto e poveri corpi color terra che affiorano tra i mattoni. Un segnale di come, anche nei prossimi giorni, ci si dovrà attendere un inesorabile aumento della conta delle persone morte nel terribile sisma.

Soccorritori che scavano spesso  con le mani. Un po’ troppi per pensare che si tratti solo di precauzioni per evitare nuovi crolli. Più probabilmente una cronica mancanza di mezzi in un paese che, eccenzion fatta per la nota cantena montuosa,  ci sembrava, fino ad ieri,  molto lontano.

Eppure, in quel disastro immane, c’è chi si prodiga anche in altri fronti. Quelli archeologici, più noti al grande pubblico, e  gli animali. Spesso, infatti, ci si scorda che una delle complicazioni che sorge nei luoghi colpiti da catastrofi naturali, è quella di non potere agevolare gli sfollati (nel Nepal le prime stime parlano di alcuni milioni) che non vogliono allontanarsi dai proprio animali. E’ successo nel corso del terremoto di Modena, come nel maremoto giapponese ed in tante altre parti del mondo.

Una delle due principali associazioni nepalesi che gestisce un rifugio, non da più notizie di se. L’altra, Animal Nepal,  continua invece a comunicare con il mondo. Chiede aiuto, perchè anche la loro sede è crollata. In un marciapiede un po’ meno sommerso dalle macerie, cercano di dare conforto ad alcuni cani. Risposte ai loro appelli sono arrivate dall’India, mentre una ONG americana si è impegnata ad intervenire in tempi brevi. Apprensioni anche per la sede nepalese del WWF, anche se il personale incaricato sembra essere scampato al violento sisma.

Ci vorranno forse mesi per potere parlare di stime attendibili dei reali danni arrecati. L’ultima cifra dei probabili decessi, è stata diffusa oggi  dalle autorità governative: almeno diecimila persone potrebbero avere perso la vita sotto le macerie.

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