Aquila del Bonelli
GEAPRESS – Al recente Convegno Italiano di Ornitologia tenutosi a Caramanico Terme (PE) tra le tematiche affrontate ve ne è stata una relativa alla “prevenzione del disturbo dei video-fotografi” sugli uccelli rapaci. Un problema molto dibattuto, divenuto ora oggetto di mozione approvata, che sottolinea i potenziali pericoli, specie nel periodo di nidificazione, che potrebbero essere arrecati da chi non resistite al click fatale.

La mozione prende spunto da una esperienza siciliana maturata nel corso del monitoraggio dei nidi eseguita dal Gruppo Tutela Rapaci. Lo scopo era quello di impedire il furto di uova e pulcini ad opera dei bracconieri, ma una fonte di disturbo sembrerebbe essere stata arrecata anche da alcuni appossionati di fotografia.

Prendendo spunto dagli stessi appelli lanciati dalle associazioni di fotografi naturalisti, gli ornitologi italiani riuniti nella loro assise di Caramanico Terme, hanno così formulato la mozione:

ai gruppi Facebook e alle associazioni che si occupano di video e fotografia di:

– non pubblicare foto e video delle seguenti specie: aquila di Bonelli, lanario e capovaccaio, a meno che gli individui ripresi si trovino in contesti che permettano di avere la certezza che le foto non sono avvenute in prossimità dei nidi;

– ribadire in tutte le occasioni il rischio di pesanti conseguenze su tali specie particolarmente sensibili al disturbo umano;

– non fornire informazioni che permettano di localizzare i siti delle specie più a rischio, in particolare nel caso delle specie sopra indicate“.

La mozione degli Ornitologi viene ora evidenziata da una nota della LIPU di Catania che sottolinea come trattasi in realtà di una posizione ancora più decisa rispetto a quanto già discusso e condiviso negli anni passati.
Oltre alle già note cause di forte diminuzione delle popolazioni di alcune specie di rapaci – sottolinea la LIPU di Catania – si aggiunge questo problema, apparentemente non è impattante, ma che, nel migliore dei casi, potrebbe indurre i rapaci nidificanti a cercare un’altro sito di nidificazione l’anno successivo o addirittura abbandonare subito il luogo di nidificazione, come già accaduto in passato”. In particolare viene evidenziata la diffusione di foto sui social network ed in particolare sulle pagine dedicate di facebook, un fatto che indurrebbe molti fotografi a desiderare lo scatto o a girare video della specie più rara.

Spero – ha dichiarato Giuseppe Rannisi, responsabile della LIPU di Catania – che questa mozione possa far riflettere i tanti amministratori di pagine di fotografia naturalistica, perché loro hanno i mezzi per sensibilizzare i loro utenti su queste problematiche, educando ed aumentando la loro capacità critica”.

 

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