GEAPRESS – Il terreno doveva essere adibito solo per usi agricoli. 7000 metri quadrati nei pressi di Giovinazzo, alle porte di Molfetta (BA). Il proprietario, però, aveva deciso di coltivare una discarica, ovviamente abusiva. Tra gli alberi del fondo aveva accumulato numerose lastre di eternit, guaine bituminose, vernici, tronchi di palme invase dalle larve del punteruolo rosso (per legge i tronchi dovrebbero essere distrutti), pneumatici, elettrodomestici e molti altri rifiuti ingombranti. Poi, qualche settimana addietro, un incendio appiccato da qualcuno forse con l’intenzione di cancellare le tracce più evidenti. Ad andare in fumo soprattutto le guaine bituminose e la plastica. Il tutto a due passi dal quartiere San Pio.

La discarica, però, deve aver dato fastidio ai cittadini della zona, che hanno così segnalato il problema al numero verde contro i reati ambientali (800.085898), istituito dalla Regione Puglia e gestito dal WWF. Sono così partite le verifiche disposte dalle guardie volontarie del WWF Molfetta e la conseguente segnalazione alle autorità competenti. L’intera area è stata ora posta sotto sequestro, a seguito dell’intervento del ROAN (Reparto Operativo Aeronavale) della Guardia di Finanza di Bari. Per il proprietario del fondo la denuncia alla Procura della Repubblica di Bari per inosservanza delle norme di gestione dei rifiuti.

Un impegno importante, quello assunto dal numero verde istituito dalla Regione Puglia che però, secondo Pasquale Salvemini, coordinatore del Servizio, deve poter contare sulla collaborazione dei cittadini. Segnalazioni di abusi, anche con l’ausilio di fotografie e filmati. 

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