cuccioli
GEAPRESS – Un intervento di polizia su un presunto commercio irregolare di cuccioli di provenienza estera è avvenuto sabato scorso nel milanese. Per la convalida della richiesta di sequestro dovrebbe  esprimersi stamani la Procura della Repubblica di Milano, competente territorialmente.

Si tratterebbe di una settantina di cuccioli provenienti da un paese dell’est Europa per il quale il Medico Veterinario ausiliario dell’operazione di P.G., avrebbe sottolineato una età difforme rispetto a quella rilevata nella documentazione mostrata al NAS dei Carabinieri di Milano.

Un fatto che sarebbe stato contestato dal commerciante. Ad intervenire il responsabile del Servizio Vigilanza della Leidaa Antonio Colonna. Si tratta, come è noto, dell’associazione presieduta dall’ex Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla.

Secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress, l’intervento di sabato scorso si sarebbe concretizzato a seguito di segnalazioni pervenute da altri commercianti di cuccioli. Gli animali sarebbero arrivati giovedì sera e l’esigenza di intervenire in breve tempo sarebbe stata dettata dal fatto che per alcuni cuccioli era probabilmente imminente lo smistamento o comunque una consegna diversa.

Il reato ipotizzato sarebbe quello di falso, ma parrebbe che sulla vicenda saranno vagliate altre ipotesi tra le quali le presunte ingurie nei confronti all’ausiliario di P.G. Il tutto dovrà ora essere vagliato dagli Uffici della Procura milanese.

Contatto telefonicamente da GeaPress, il responsabile della Leidaa ha riferito della difficoltà, a quanto pare ricorrenti, di reperire Veterinari disponibili nel  fornire un servizio per questo tipo di operazioni. L’invito è altresì rivolto alle autorità competenti, ovvero controlli più serrati ed approfonditi.

La legge, che per fortuna c’è – ha riferito Antonio Colonna a GeaPress –  andrebbe resa più restrittiva e apportare alla stessa elementi di chiarimento. Questo – ha aggiunto il responsabile della Leidaa –  anche per evitare che procedimenti penali aperti in seguito alle denunce possano incagliarsi fino alla prescrizione“.

Sul fenomeno in generale del traffico dei cuccioli, ad avviso dello stesso esperto,  “non è rara l’esistenza di soggetti che in Italia continuano ad importare cuccioli a centinaia o a venderli mediante attività commerciali, nonostante siano sotto processo o indagati“.

Una situazione che potrebbe peraltro creare risvolti inattesi. Di fatto, riferisce sempre Colonna, “anche chi intende lavorare onestamente potrebbe essere  stimolato a  violare le norme,  riducendo i prezzi e dunque procacciare cuccioli di qualsiasi età e condizioni. Il commercio in Italia produce giri di denaro spaventosi cui evidentemente non si dà la giusta importanza, assumendo dunque un carattere economico e finanziario tale da meritare maggiore attenzione anche dal fisco. Il fenomeno è comunque sempre in evoluzione e va arginato drasticamente”.

Da qui, come in altri casi evidenziato nel corso degli interventi di polizia, la “prassi”  di importare cuccioli di età inferiore a quella legale prescritta dalle legge ed accompagnati da passaporti compilati da autorità ungheresi o slovacche in modo probabilmente discutibile.

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