GEAPRESS – In tutto sette scarichi che, da quanto avrebbero rilevato i tecnici dell’ARPA e gli Agenti della Polizia Provinciale di Milano, provenivano finanche dall’ambulatorio veterinario e da quello di radiologia. L’accusa dalla quale si dovrà ora difendere il titolare dell’azienda di Pantigliate (MI), è quella di avere illecitamente fatto defluire gli scarichi in acqua superficiale. Comportamento, nel caso, duramente sanzionato dalla legislazione vigente ancorché parrebbero essere stati così smaltiti i reflui dell’ambulatorio di radiologia.

Poi una sorta di deposito di presunto eternit, batterie al piombo esauste, latte di vernice e resti di elettrodomestici. È stata individuata anche una cisterna utilizzata come forno per smaltire abusivamente rifiuti come lattine, materiali ferrosi, imballaggi in plastica e in carta.

Incredibilmente l’azienda è abilitata alla custodia per conto terzi, ASL compresa, di animali. Cani e cavalli, in modo particolare. In tutto duecento animali, al momento del sopralluogo, fino ai 700 autorizzati ad essere ospitati. Sulla condizioni degli animali, non sono comunque emerse criticità.

L’intervento della Polizia Provinciale prende spunto da una dettagliata segnalazione anonima. I documenti che sarebbero stati presentati dal titolare in merito agli scarichi, sarebbero difformi al progetto autorizzato. Nessuna autorizzazione, poi, in merito allo smaltimento dei reflui, ivi compresi quelli dei ricoveri, in acque superficiali.

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