GEAPRESS – Ancora, nel “mirino” il Bosco Wwf di Vanzago.  Duecentosessanta rotoballe di paglia, pari a circa 700 quintali, sono stati infatti dati alle fiamme  all’interno di uno dei capannoni limitrofi a cascina Gabrina. Un evento negativo, per un’Oasi storica dell’associazione, proprio alle porte di Milano, e che ospita un noto Centro di recupero di animali.

Non si tratta comunque di un episodio isolato. Eventi “interferenti”, li definisce il WWF come quello occorso il mese scorso quando ignori hanno commesso un  furto (tra cui le grondaie in rame) oltre che a portar via la femmina di muflone che da quasi una decina di anni è stata ospite al Centro Recupero Animali Selvatici.

Gli “attentati” più gravi sono però arrivati all’integrità dell’ormai raro ambiente della natura della pianura padana, rappresentato dall’Oasi di Vanzago.  In particolare il WWF ricorda come lo scorso 10 dicembre, il Consiglio Comunale di Pogliano milanese ha approvato la delibera di adozione del Piano di Gestione del Territorio che influenza la salvaguardia del “Bosco Wwf di Vanzago”. Per non parlare della Provincia di Milano la quale, con ben due delibere diverse, nell’ambito della pianificazione territoriale, non ha messo in atto tutte le misure di salvaguardia per una zona di protezione speciale, individuata dalla Direttiva comunitaria, come il “Bosco Wwf di Vanzago”. Il WWF addita pure la Regione Lombardia la quale avrebbe avviato le procedure per l’ampliamento della cava denominata “Ate g7” limitrofa al “Bosco Wwf di Vanzago.

Ultimo, in ordine di tempo, (dice sempre il WWF) è giunto l’incendio appiccato nella notte fra domenica 13 e lunedì 14.

Una nutrita squadra dei vigili del fuoco provenienti da Rho, dalle 20 di ieri sera, ha domato il fuoco solamente alle primo ore di questa mattina. Tutta la notte è stato un susseguirsi di interventi anche con l’aiuto di coltivatori della zona, abitanti vicini, ditte che hanno messo a disposizioni i mezzi meccanici in aiuto a quelli dei vigili del fuoco. Oltre al danno dovuto alle centinaia di quintali di paglia andati in fumo è ancora da quantificare quello delle strutture del capannone.

Il direttore del “Bosco Wwf di Vanzago”, Andrea Longo, ha dichiarato: “A quanti da fastidio un’area protetta alle porte di Milano ? Sia ben chiaro che continueremo a lavorare per garantire la conservazione e la fruizione dell’area protetta”.

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