laguna tonnarella
GEAPRESS – Non proprio un posto voluto da madre natura, ma comunque un luogo frequentato da migliaia di uccelli selvatici, alcuni rari, altri addirittura rarissimi. E’ la cosiddetta “Laguna di Tonnarella” proprio innanzi Mazara del Vallo. Secondo i protezionisti siciliani è parte integrante del comprensorio delle “Zone Ramsar del Mazarese”, ovvero quelle zone umide alle quali dovrebbe essere riservata la massima tutela.

Un ampio braccio di mare, appena ad ovest del porto canale, ormai isolato da un alto muraglione. Opere pubbliche prolungate nel tempo tanto che la natura, pian piano, ha trasformato un orizzonte non proprio bellissimo, in un vero e proprio paradiso per l’avifauna migratoria. Proprio nella Laguna Tonnarella l’ornitologo Salvatore Surdo ha osservato un rarissimo Airone schistaceo. “Questa specie – afferma Salvatore Surdo – è stata osservata nello stesso periodo  nel vicino Lago Preola e nei pantani di Capo Feto, segno questo che la Laguna Tonnarella è parte di un sistema ecologico integrato che accoglie e protegge la natura siciliana“.

Eppure proprio in quel posto sembra sia insistente un progetto di colmata con i sedimenti del porto canale di Mazara del Vallo. Un’opera, quella del drenaggio, che nessuno contesta, visto quello che il porto rappresenta per la principale economia cittadina ma, riferiscono gli ambientalisti, non è possibile che non si trovi un’altra soluzione.

La Laguna Tonnarella – riferisce Antonino Barbera, appassionato naturalista ed esperto dei luoghi – potrebbe rappresentare una ricchezza per la città. Un luogo unico proprio innanzi le case del paese. Un posto con ampia valenza didattica, dove portare le scuole ed i birdwatchers di altre città. E’ impensabile che debba concludersi tutto in questa maniera”.

Eppure il destino sembrerebbe ormai tracciato. A paventarne l’imminente pericolo è Enzo Sciabica, esperto naturalista dei luoghi e memoria storica della battaglia in difesa della Laguna Tonnarella. “Proprio a gennaio, quando dovrebbe partire il censimento invernale degli uccelli acquatici – afferma Sciabica – potrebbe iniziare la sepoltura dell’ecosistema lagunare“.

Tutto ora sembra dipendere dall’ultimo atto che dovrebbe essere rilasciato dall’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione siciliana. Nel frattempo Enzo Sciabica invia ad un lungo indirizzario l’ultimo accorato appello. Dal Presidente della Regione Siciliana al Ministero dell’Ambiente ed a quello per i Beni Culturali, poi ancora il Ministero delle Infrastrutture e il Commissario per il Rischio idrogeologico e molto altri ancora. Sono tutti informati: con la sepoltura della Laguna Tonnarella si perderà uno dei più importanti ecosistemi  siciliani. Artificiale ma ricco di biodiversità

Chissà se arriverà in tempo il lavoro scientifico già accettato dalla Società Siciliana di Scienze Naturali che verrà pubblicato nella rivista scientifica inviata alle Università di diverse parti del mondo. Rischia di diventare un epitaffio della natura che fu. Cicogne, diversei Aironi, decine di specie di Limicoli, alcuni dei quali nidificanti, e poi anatidi, alcuni molto rari, e tanti fenicotteri che trovano un approdo sicuro nelle migrazioni che dalla vicina Africa li conducono in Europa per nidificare.

Un lungo “duello”, quello che ha impegnato negli ultimi anni i naturalisti del posto. Una polemica infinita sui campioni dei sedimenti e la loro qualità che dovrebbero sommergere la Laguna. Botte e risposte lunghissime nei commenti dei giornali locali ed un esito che, tra pochi giorni potrebbe  presentarsi nefasto, per la natura e la sua protezione.

Insomma, sostengono i naturalisti, il porto di Mazara del Vallo va liberato prima possibile dai sedimenti, senza per questo colmare la Laguna. Ne rimarrà un ricordo, in una prestigiosa Rivista Scientifica, come di altri luoghi che in passato si sono cancellati per l’improbabile progresso dell’uomo.

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