GeaPress – Forse non avrebbero potuto fare di più gli indagati per la lottizzazione denominata “Campus Universitario”, realizzata in località Cavallari nel Comune di Pizzoli (L’Aquila). La lista dei reati contestati negli 11 avvisi di garanzia è davvero lunga: trasformazione urbanistica ed edilizia in violazione delle norme urbanistiche, mancanza di un piano di lottizzazione valido, progettazione e realizzazione in difformità alle prescrizione del P.R.G., falso ideologico, realizzazione delle opere in area sottoposta a vincolo paesaggistico in assenza della prescritta autorizzazione, danneggiamento delle bellezze naturali e dei luoghi, violazione dei vincoli paesaggistici, e persino realizzazione dell’opera non osservando la distanza minima di 150 metri dal fiume Aterno, infatti le costruzioni risultano realizzate ad una distanza inferiore di 50 metri rispetto all’argine del fiume, ed in ogni caso ricadono all’interno della fascia di rispetto.

Già dal mese di agosto gli esperti del NIPAF (Nucleo Investigativo di polizia Ambientale e Forestale) del Comando Provinciale del Corpo forestale dello Stato dell’Aquila avevano avviato delle complesse indagini sulla lottizzazione “Campus Universitario”, rivelando come la stessa, che prevedeva in progetto la realizzazione di 11 palazzine per un totale di 139 appartamenti e per complessivi 262 posti, veniva realizzata violando norme paesaggistiche, ambientali ed urbanistiche.

Gli avvisi di garanzia emessi dal Tribunale dell’Aquila sono stati recapitati all’attuale Sindaco e al responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Pizzoli,  ai proprietari dei terreni su cui sono state già realizzate 3 palazzine per circa 90 appartamenti, al legale rappresentante e al procuratore speciale della ditta esecutrice dell’opera, al progettista e direttore dei lavori. Tutti i reati ascritti negli avvisi di garanzia sono stati commessi in concorso tra gli indagati. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).