carne cane II
GEAPRESS – Seconda riunione, in Tailandia, tra i rappresentanti di quattro paesi del sud est asiatico e quelli di un nutrito gruppo di associazioni. Oggetto dell’incontro l’eradicazione della rabbia entro il 2020 e i  commerci illegali dei cani per l’alimentazione umana. Forse un punto di svolta visto che la veicolazione di massa dei cani, spesso di origine sconosciuta, non può che favorire il passaggio tra le frontiere del pericoloso virus.

In tal senso un argomento particolare è stato proprio il controllo delle frontiere tra Tailandia, Laos e Vietnam. In precedenti interventi di polizia si è infatti riscontrata la presenza di trasporti di cani, ma anche gatti, tra il confine del Laos ed il Vietnam. I cani sembravano provenire dalla Tailandia ma questo paese, come il Laos, è poco interessato all’alimentazione di carne di cane. Nel corso della riunione, tenutasi presso la sede della tailandese Soi Dog Foundation, i rappresentanti della Cambogia hanno inoltre proposto la misura della quarantena. Un provvedimento senz’altro legato alla prevenzione della rabbia, ma che potrebbe servire come barriera anche per il traffico di cani . E’ infatti verosimile che l’adozione della quarantena servirà a lievitare  i costi di tali commerci.

In un comunicato diffuso dalla Humane Society International, viene riferito come l’incontro attuale fa seguito ad una prima riunione che si è avuta tra funzionari governativi ed esperti di salute umana ed animale. Per le associazioni, oltre alla Humane Society e alla Soi Dog Foundation, erano presenti i rappresentati di Change For Animals Foundation e Animals Asia.

Secondo le stesse associazioni il commercio di cani per il consumo umano sarebbe responsabile della morte di almeno cinque milioni di animali all’anno. Sebbene Thailandia, Cambogia e Laos figurerebbero come paesi di transito o approvvigionamento per il  Vietnam, tali traffici avvengono in violazione delle misure nazionali di prevenzione sanitaria ed in contrasto con le raccomandazioni globali per il controllo ed eradicazione della rabbia. Secondo Lola Webber, responsabile di Change For Animals Foundation “il commercio di carne di cane inficia gli sforzi volti ad  eliminare la rabbia nella regione“.

A ciò va considerato, così come sottolineato da Kelly O’Meara responsabile di Humane Society International, l’aspetto relativo “ai cani di origine sconosciuta, molti dei quali  rubati dalle strade e trasportati senza cibo né acqua su grandi distanze su distanze estenuanti“.

In tema di rabbia, già il Dipartimento di Salute Animale del Vietnam aveva compiuto alcuni positivi progressi. Alle autorità provinciali sarebbe infatti stato impartito di reprimere il traffico illegale di cani destinato al consumo umano . La nuova direttiva ha fatto  seguito alla raccomandazione di una moratoria di cinque anni sul trasporto commerciale di cani da un paese all’altro, concordata nel corso di una prima riunione avvenuta lo scorso agosto tra i rappresentanti delle associazioni e i funzionari del governo di Hanoi.

Complessivamente gli esiti della riunione ora avvenuta in Tailandia sono comunque giudicati in maniera positiva.

Secondo John Dalley, Vice Presidente di Soi Dog Foundation, “l’impegno dimostrato dai delegati di tutti i quattro paesi è molto incoraggiante“.  Del resto, ha dichiarato Tuan Bendixsen, Direttore per il Vietnam di Animals Asia, va considerato l’obiettivo di controllare la rabbia. Un fatto, questo, che contrasta con il commercio di cani. In tal senso, sempre secondo il responsabile di Animals Asia “la sola attuale movimentazione di massa di cani è un argomento forte per fermare la catena dell’infezione”.

Sul progetto vi è ora l’impegno delle associazioni a fornire l’adeguata assistenza finanziaria, oltre che competenze ed altre risorse.

Incoraggianti le dichiarazioni di Van Dang Ky , Direttore della Divisione di Epidemiologia presso il Dipartimento di Salute Animale del Vietnam. “Il Vietnam – ha dichiarato Van Dang Ky –  si è impegnato a sradicare la rabbia entro il 2020“. In tal senso giunge il sostegno alle iniziative delle associazioni oltre che l’impegno nel lavorare a stretto contatto con gli altri paesi della regione al fine di fermare il trasporto illegale di cani in Vietnam.

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