GEAPRESS – Contrariamente a talune notizie diffuse ieri da alcuni organi d’informazione, i tre lupi ritrovati nel ravennate nelle settimane scorse non sono morti avvelenati. Rimane, pertanto, confermato come ucciso da un bracconiere solo il lupo di circa due anni rinvenuto dal Corpo Forestale dello Stato di Ravenna nei pressi di Brisighella (vedi articolo GeaPress).

Secondo la dott.ssa Lorenza Mazzotti, Comandante della Polizia Provinciale di Ravenna, sul finire di gennaio sono stati rinvenuti due giovani lupi di circa 6-7 mesi in località Fontana Moneta. Invece, poco più a valle, a Monte Gebbolo nel Comune di Brisighella, è stata ritrovata lo scorso 11 febbraio la carcassa di una femmina adulta di lupo in avanzato stato di decomposizione. Fatto quest’ultimo che ha reso più complesse le analisi condotte dall’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’ Emilia Romagna, sezione di Lugo.

Da escludersi, secondo la Polizia Provinciale sia l’avvelenamento  che atti di bracconaggio, ivi compreso l’uso di lacci-cappio. I due giovani lupi, per altro, risultavano affetti da una vistosa parassitosi intestinale.

Mi sento di potere tranquillizzare – ha dichiarato a GeaPress il Comandante Mazzotti – chi ha evidentemente ricondotto a casi di bracconaggio o comunque altre cause umane dirette, come l’avvelenamento, la morte di questi tre lupi. Rimane, ovviamente, il grave episodio del lupo ucciso dal bracconiere a Brisighella.”

La Polizia Provinciale, inoltre, conferma che l’ultimo caso di avvelenamento, del quale si ha notizia, è di tutt’altro genere. Si tratta, infatti, di quello avvenuto una ventina di giorni addietro nel Parco Stacchini-Bertozzi, in piena area urbana di Faenza. A rimanere avvelenati furono alcuni cani padronali, tra cui un cagnetto, poi morto, appartenente ad una coppia di turisti tedeschi. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).