randagio
GEAPRESS – Decine di attivisti dell’associazione “Animalisti Italiani Onlus”, guidati dal presidente Walter Caporale, da questa mattina erano nuovamente posizionati innanzi il Consiglio Comunale dell’Aquila. Il motivo era l’ormai famosa Ordinanza cosiddetta “affama randagi”. Niente cibo per gli animali, insomma.

Così aveva voluto il vice Sindaco divenuto oggetto immediato di critiche da parte degli animalisti  perchè, a loro dire, il provvedimento sarebbe stato in netto contrasto con la legge quadro nazionale 281/91 in materia di randagismo, con la Legge regionale 86/99 e con numerose sentenze di merito su Delibere e ordinanze simili.

Il Primo cittadino, qualche minuto addietro, viste le continue pressioni dell’associazione, delle migliaia di aquilani e delle numerose proteste giunte da ogni parte di Italia, ha deciso di sospendere l’Ordinanza, con effetto immediato.   Per Walter Caporale, Presidente Nazionale di “Animalisti Italiani Onlus”, il buon senso ha prevalso. “Privare un animale del cibo – ha dichiarato Walter Caporale – è una scelta eticamente inaccettabile per un paese civile. Il problema del fenomeno del randagismo esiste e certamente va risolto ma con metodi civili e che rispettino la dignità degli animali: sterilizzazione e microchip in primis ” .

Sulla stessa linea d’onda anche Cristiana Graziani, Medico Veterinario e Responsabile Aquilana di “Animalisti Italiani Onlus”. “Sono orgogliosa di aver ottenuto la sospensione dell’Ordinanza – ha dichiarato la dott.ssa Graziani – Ringrazio le migliaia di aquilani e di italiani che in queste tre settimane ci hanno sommerso di telefonate, sms, e-mail e fax di solidarietà“. Animalisti Italiani è ora pronta a collaborare con l’Amministrazione Comunale e ad occuparsi direttamente di quelli che vengono definiti “pochi ed amatissimi cani randagi del centro dell’Aquila“. “La nostra città – ha concluso la dott.ssa Graziani – ha così tanti problemi da risolvere per la ricostruzione che non merita di essere screditata per ordinanze assolutamente inutili ” .

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