tarabusino
GEAPRESS – Incendi, pascolo abusivo, manomissioni ambientali in un’area naturale preziosa ma abbandonata a se stessa. Questa la denuncia del WWF il merito allo stato nel quale riverserebbe la Riserva Naturale del Lago di Serradifalco (CL).

Un vero e proprio “bilancio” che fa seguito ad un mese di monitoraggi presso il lago Soprano di Serradifalco (CL).

Dopo l’incendio – chiaramente doloso -, afferma il WWF, – che a fine agosto aveva distrutto una parte del canneto, esperti, volontarie e Guardie ambientali del WWF hanno effettuato un vasto monitoraggio del lago con varie ispezioni e controlli, per scongiurare nuovi abusi. I risultati sono amari e preoccupanti: continua l’assalto al lago Soprano, “protetto” sulla carta sin dal 2000 con l’istituzione di una riserva naturale”. In realtà, affermano sempre gli ambientalisti, il tutto sarebbe abbandonato e incustodito tanto da “diventare teatro di ogni sorta di reato ambientale!”

Si incomincia con gli incendi che anche quest’anno, come in anni precedenti, hanno colpito i luoghi. Veri e propri attentati incendiari che ne distruggono la ricca e preziosa vegetazione. Impossibile calcolare anche gli animali uccisi dalle fiamme; a settembre, proprio in occasione di un sopralluogo degli ecovolontari del WWF, è stato rinvenuto un giovane esemplare di Tarabusino, una specie di piccolo airone migratore (lungo 33-38 cm con apertura alare di 52-58 cm), dal piumaggio caratteristico che lo mimetizza quando si nasconde fra le canne, la cui popolazione è in relativa difficoltà in Italia e nel resto d’Europa. Il Tarabusino presentava una grave frattura all’ala sinistra, probabilmente causata da un impatto durante il volo per sfuggire alle fiamme dell’incendio del canneto, suo habitat di vita e nidificazione. L’animale è stato prontamente recuperato, messo in sicurezza, alimentato ed idratato dagli esperti del WWF nisseno; subito dopo è stato affidato alle cure del Centro recupero fauna selvatica di Enna, gestito dalla LIPU, grazie alla disponibilità del dott. Giacinto Milazzo, che si è occupato delle operazioni di trasferimento.

Ma non è tutto: il WWF denuncia come in piena zona vincolata a Riserva (teoricamente di massima tutela) si svolgerebbero alla luce del sole attività e lavori “come se si trattasse di un cantiere a cielo aperto!” Ad essere stati accertati in un fondo agricolo prospiciente lo specchio d’acqua, sarebbero ora lavori di scavo, movimento terra, abbattimento ed estirpazione delle coltivazioni agricole preesistenti, ed altre alterazioni per i quali si presuppone l’assenza di autorizzazioni  visto che l’area è sottoposta ai vincoli idrogeologici, paesaggistici ed ambientali delle zone SIC (Siti di Importanza Comunitaria). Subito è scattata la segnalazione del WWF alle Autorità ed Enti competenti (Ente Gestore della Riserva-ex Provincia di Caltanissetta, Comune di Serradifalco, Ispettorato Ripartimentale delle Foreste e Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali), per applicare le norme amministrative e penali in merito alle violazioni riscontrate.

Non meno invadente sarebbe il pascolo agevolato dalla mancanza di recinzione e vigilanza. In merito alla presenza di ovili ed allevamenti nella zona della Riserva, in particolare, il WWF ha riscontrato la presenza di parti di zampe di ovini abbandonate sul suolo, probabili resti di attività illecite di macellazione di animali o smaltimento illecito di capi morti, che costituiscono un ulteriore e grave indice della preoccupante situazione di degrado della riserva.

La Riserva – ha dichiarato Ennio Bonfanti, presidente del WWF Sicilia Centrale – è abbandonata a se stessa; passano gli anni, continuano le proteste, le denunce, gli articoli sulla stampa, ma nulla sembra mai cambiare, se non in peggio. Siamo seriamente preoccupati dello stato attuale di quella che dovrebbe essere l’eccellenza di un territorio come il nostro, un vero e proprio tesoro naturale e paesaggistico che dovrebbe essere trattato e valorizzato come tale. Da anni chiediamo all’Ente gestore maggiore responsabilità ed un minimo di impegno nella tutela di questa sfortunatissima Riserva. Ma dov’è l’Amministrazione provinciale? Perché non svolge pienamente il ruolo che la Regione le ha affidato quale gestore dell’area protetta?

Anche questa volta il WWF ripete l’appello affinché l’Ente gestore si attivi urgentemente onde porre rimedio alla grave situazione sopra denunciata, evitando il perpetrarsi di ulteriori danni ambientali e violazioni delle vigenti norme di tutela delle zone protette, provvedendo alla bonifica e ripristino dei luoghi e della legalità.

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