GEAPRESS – Sono in genere maschi, più irrequieti in questo periodo, e spesso lungo le strade vicino ai luoghi dove vanno a bere. Sta di fatto che in questi giorni, in Italia, di caprioli se ne recuperano tantissimi. Addirittura sette, in poco tempo, presso il Centro Il Pettirosso di Modena.

Uno, mercoledì scorso, si è addirittura ritrovato nel cortile interno di un colorificio in provincia di Modena ed è stato recuperato dai responsabili del Centro (vedi fotogallery) che opera in accordo con la Provincia. L’animale una volta ristabilitosi sarà liberato nel Parco dell’ Adamello.

Poi c’è un’altro maschio (nella foto) purtroppo rinvenuto già morto dal Corpo Forestale di Campobasso. L’animale era stato centrato da un veicolo in
transito. Non mancano poi i casi particolarmente pericolosi, ma non per colpa del capriolo. Come in genere capita, la colpa, infatti, è dell’uomo.

Tra Pontenure e Cadeo, in provincia di Piacenza, un’altro capriolo è stato preso di petto da una macchina. L’animale non era morto ed i Carabinieri, intervenuti sul posto, provvedevano a chiamare i locali Servizi Veterinari . Constata la gravità delle ferite, questi decidevano di sedare l’animale ed eutanasiarlo. Il corpo del povero capriolo veniva così lasciato incustodito per pochi minuti in attesa del mezzo per la sua rimozione. Quanto è bastato per essere rubato e, secondo gli inquirenti, finito in pentola o venduto per lo stesso fine ad un ristoratore. Piccolo particolare: l’animale era stato trattato farmacologicamente. Per questo la Provincia di Piacenza ha dovuto provvedere a diffondere urgentemente l’allarme sul verosimile uso delle carni. Potrebbero infatti risultare tossiche.

Eppure, dicono al Centro Il Pettirosso di Modena, in altri paesi si individuano i punti di transito scelti dai caprioli e si provvede a costruire, almeno nelle strade di più grande comunicazione, dei passaggi appositi ad uso degli animali. Con la Provincia di Modena, il Centro sta ora cercando di monitorare almeno le zone principali di attraversamento al fine di proporre delle soluzioni che evitino gli incidenti con gli animali. Il principale fattore di rischio, ricordano al Centro, sono le strade costruite parallelamente alle rive di specchi o corsi d’acqua. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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