caprioli cuccioli II
GEAPRESS – Via libera alla caccia selettiva per 174 caprioli, sia adulti che cuccioli. Ne da comunicazione, in disaccordo con la decsione intrapresa dalla Provincia, il Consigliere Comunale della Spezia Roberto Masia che sottolinea  come “la caccia aprirà tra pochissimo e i cacciatori incaricati a ciò saranno definiti “selettori”.

Il Consigliere Masia, evidenzia altresì come in natura esiste già la figura del “selettore” che si occupa di contenere il numero dei  selvatici. Il “selettore” della natura  si chiama lupo e svolge con abilità questo incarico da migliaia di anni.

Una scelta, quella della Provicia, che trova in totale disaccordo Masia. “Le zone della provincia in cui avrà luogo il “prelievo selettivo” – afferma Masia – sono le stesse dove ormai da anni si sta stabilizzando la presenza del lupo, non è difficile immaginare che l’antico selettore,  probabilmente cercherà altre prede per alimentarsi, quali è facile intuirlo. Detta   caccia selettiva, pur affidata a professionisti del settore, contiene sicuramente dei rischi e che la stessa  non viene recepita come etica “giusta” da una sempre maggior fascia di popolazione sempre più attenta alle tematiche animaliste e ambientaliste in linea  con una coscienza civica e culturale che vuole un diverso e più corretto rapporto tra l’uomo e la natura nel suo complesso”.

Nella Provincia della Spezia a riguardo della caccia selettiva, sono state raccolte, pochi mesi orsono, centinaia di firme contrarie.

Verificato che obbiettivo della selezione è quello di contenere i danni che detti ungulati producono alle coltivazioni, senza addentrarsi in discussioni di merito che rimangono di competenza degli enti e istituti preposti – ha aggiunto il Consigliere Masia – rimane il fatto che, come spesso evidenziato anche dalle associazioni ambientaliste le modalità di prelievo selettivo dei caprioli e dei selvatici in genere, debbono essere si capaci di ottemperare a quanto stabilito dagli studi scientifici dettati dall’ISPRA (che monitorano la  massima presenza numerica sostenibile dei selvatici  in un dato territorio), ma possono essere effettuate  anche attraverso sistemi diversi dal mero abbattimento degli animali, adottando per esempio metodi alternativi, sicuramente meno cruenti e più etici ma in grado anch’essi di raggiungere gli obbiettivi di cui sopra“.

Dunque, in attesa di modifiche legislative e regolamentari, contro le quali cozzano e si vanificano spesso i ricorsi di singoli cittadini e associazioni, le istituzioni competenti, sia che siano di livello provinciale o regionale, dovrebbero attivarsi sempre di più al fine di reperire, anche in ambito europeo, risorse volte ad implementare quanto più possibile i metodi ecologici di controllo delle popolazioni in eccesso fra cui la  cattura  e lo spostamento in altri luoghi idonei. In alternativa,  semplicemente ricorrendo al controllo delle nascite mediante la sterilizzazione delle femmine  di ungulati quale valida alternativa finalizzata a contenere il numero delle popolazione e ad evitarne in seguito l’abbattimento. “Siccome gli spostamenti dei selvatici non conoscono  confini – ha concluso Roberto Masia – occorerebbe attivarsi in sinergia con regioni e province limitrofe, coordinando gli  interventi  in aree  pur confinanti ma circoscritte del  territorio”.

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