GEAPRESS – Da alcuni anni capita di incontrarli nelle provincie di Brescia, Bergamo e Sondrio. Sono giovani maschi di Orso bruno che, comunica il WWF Italia, dal Trentino stanno iniziando a colonizzare nuove aree. Un segnale che la catena alina ha ancora alte potenzialità di potersi arricchire, naturalisticamente e non solo. Fatto che, comunque, non può evitare di considerare alcune preoccupazioni. In particolare se queste, sempre secondo il WWF, hanno come problema di base la scarsa informazione.

Il ritorno dell’orso bruno sta avvenendo nell’ambito del progetto Life Arctors  ed è importante che alla buona riuscita contribuiscano, in maniera opportuna, tutti. Ad iniziare da chi, casualmente, può imbattersi nell’orso. Un animale, secondo l’Associazione ambientalista, del quale non bisogna avere paura. Ad ogni modo, per quanto timido e timoroso (in altri termini, sarà lui ad allontanarsi), si tratta sempre di un grande animale e per questo è importante non avvicinarsi, ad esempio per scattare foto, e soprattutto non offrire mai cibo. Meglio, consiglia il WWF, godersi l’incontro in silenzio.

Una presenza, quella dell’orso, utile non solo per i boschi, ma anche per il turismo. Basti pensare all’Orso marsicano ed ai benefici, in termini di conoscenza del territorio, anche sotto il profilo turistico, che ha portato all’Italia centrale. Eppure dell’Orso marsicano nessuno ha paura, mentre per il plantigrado ritornato nelle alpi, si sono scatenati timori ingiustificati. Nessuno riflette sul fatto che trattasi della stessa specie; anzi, secondo alcuni studiosi, addirittura della stessa sottospecie. Non vi sarebbero, cioè, rilevanti differenze genetiche. Eppure nelle aree dell’appennino dove vive, pur con tutti i problemi di avvelenamenti e strade invadenti, l’orso non ha generato frizioni come quelle apparse finanche agli onori della cronaca, per il Trentino, ma anche per il Veneto. Nelle Alpi, però, se ne era perso il ricordo e per questo è importante conoscerlo.

Per tale motivo il progetto Life Arctors prevede numerosi incontri ove saranno coinvolte le varie categorie che condividono, a vario titolo, i territori lombardi delle Alpi. Gli eventuali danni arrecati dagli orsi ad animali domestici o ad altre attività umane, saranno invece velocemente rimborsati dalla Regione Lombardia, grazie ad una polizza assicurativa.

Intanto per oggi, dicono al WWF, ci rallegriamo della grande sorpresa ed emozione di due turisti lombardi che hanno avuto, nello scorso fine settimana, il loro primo incontro con l’orso appena sopra Bormio, nel Parco Nazionale dello Stelvio.  (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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