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GEAPRESS – Intervento del Coordinatore provinciale di Cosenza, del Servizio Nazionale Vigilanza Ambientale della L.I.P.U. (Lega Italiana Protezione Uccelli), dott. Domenico Laratta, in merito al ventilato smantellamento della Polizia Provinciale. Laratta, in una nota stampa, afferma  come “la Polizia Provinciale è un organismo di polizia specializzato nella lotta al crimine ambientale, in Italia, secondo i vari dati SOSE, AIPP, AIPA e del Rapporto Ecomafie di Legambiente“.

La Polizia Provinciale, inoltre, rappresenta un tassello fondamentale per il contrasto all’illegalità ambientale; i numeri, afferma la LIPU, parlano chiaro. Nel 2010, infatti, i reati ambientali accertati sono stati 3.440, oltre 27.000 gli illeciti amministrativi in materia con 1.571 discariche abusive individuate.

In una nota diffusa nei giorni scorsi dall’Associazione Italiana Agenti ed Ufficiali di Polizia Provinciale, si era riferito di antibracconaggio finito nella macelleria sociale (vedi articolo GeaPress).

Sarebbe impensabile – aggiunge Laratta – immaginare un Paese senza i 2.800 poliziotti della Polizia Provinciale, mi chiedo chi contrasterebbe efficacemente, il gravissimo fenomeno del bracconaggio, atteso che in molti territori, proprio la Polizia Provinciale ha assestato un duro colpo a questi gravi reati che spesso arrecano danni immani al patrimonio della biodiversità, e mi riferisco anche a ciò che accade in Calabria e nello specifico nella provincia di Cosenza”.

Le guardie giurate volontarie della L.I.P.U., sono molto preoccupate per le riforme in tema di province e di funzioni a esse demandate; per Laratta, c’è un serio rischio che la Polizia Provinciale sia investita dall’onda populista che ormai ha tacciato gli enti provinciali, trascinando nel baratro, inevitabilmente, uno dei principali corpi di polizia specializzato contro l’illegalità ambientale.

La Polizia Provinciale, assieme al Corpo Forestale dello Stato, cui si parla pure di uno smembramento con accorpamento ad altra forza di polizia e conseguente perdita d’identità e autonomia, che rende il C.F.S. un corpo invidiatoci da tutto il mondo, rappresentano una ricchezza da salvaguardare. “L’unica vera, ragionata e auspicabile riforma – afferma la nota della LIPU – sarebbe quella di creare, un soggetto nazionale di polizia ambientale, unendo, come già ampiamente si è discusso nelle sedi istituzionali opportune, le polizie provinciali e il C.F.S., ottimizzando le risorse, garantendo un’omogeneità sul territorio ed evitando eventuali sovrapposizioni, un bel esempio di come razionalizzare le risorse senza mortificare il territorio e le donne e uomini in divisa, che ogni giorno con serietà, professionalità e umiltà difendono il nostro territorio“.

Per questo, conclude il Coordinatore provinciale delle LIPU  “ringrazio vivamente la Polizia Provinciale di Cosenza, 60 unità che sono il fiore all’occhiello sulla nostra vasta provincia cosentina, negli anni, le innumerevoli e qualificate operazioni portate a segno, hanno rappresentato la grande forza di questo corpo di polizia, che ha saputo impostare il lavoro con evidente profitto, specie nella lotta ai reati ambientali, al bracconaggio e alla tutela della circolazione stradale! Un sicuro punto di riferimento anche per noi, che quando abbiamo avuto difficoltà e bisogno, abbiamo sempre trovato interlocutori pronti all’ascolto; ricordo che qualche anno fa, sono stato personalmente delegato dal Presidente Nazionale della L.I.P.U., Giuliano Tallone, nel consegnare alcuni attestati di Encomio al Comandante e agli agenti del distaccamento di San Giovanni in Fiore, per l’incessante e particolare lavoro contro il crimine ambientale e il bracconaggio”.

Dunque un appello al Governo, affinché venga salvaguardata la professionalità, la competenza e il lavoro dei 2.800 poliziotti provinciali d’Italia, un enorme patrimonio da non disperdere nel vuoto.

Solo negli ultimi giorni  interventi antibracconaggio operati dalla Polizia Provinciale di Cosenza, sono avvenuti in provincia di Pavia (vedi articolo GeaPress) con la liberazione di numerose anatre detenute illecitamente in un appostamento di caccia agli anatidi, e nella stessa provincia di Cosenza. In quest’ultimo caso gli Agenti sono intervenuti nell’ambito comunale di Corigliano Calabro ove era stata individuata  una persona intenta ad esercitare la caccia in maniera non conforme alla legge. Diversi erano stati gli animali rinvenuti già abbattuti, tra cui un cardellino, due passeri e due fringuelli, tutte specie per le quali non è consentito l’abbattimento, secondo quanto disposto dalle normative vigenti. Lo stesso soggetto deteneva inoltre  due richiami acustici a funzionamento elettromagnetico, del genere vietato.

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