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GEAPRESS – Secondo la ricostruzione fornita da Sea Shepherd, Sergio Toribio, volontario di origine spagnola, sarebbe stato aggredito sabato scorso nella località di Skopun, nel comune di Sandoy, nelle isole Faroe. Con lui era presente anche un attivista inglese.

All’improvviso, sempre secondo Sea Shepherd, una macchina si è fermata e da questa è sceso un uomo a quanto pare richiamato da una donna che era alla guida. L’uomo, forse sotto l’effetto dell’alcol, avrebbe a questo punto aggredito il volontario, colpendolo con un pugno in faccia  e procurandogli delle lesioni alla mano. Sergio Toribio, infatti, non ha reagito all’aggressione ed aveva cercato di parare il volto coprendosi con le mani.

A quanto pare, il soggetto responsabile della presunta aggressione, avrebbe riferito qualcosa in merito ad un non meglio specificato disturbo arrecato al padre. Poco dopo sopraggiungeva una seconda macchina con a bordo il padre, che si è scusato per quanto successo portando via il figlio.

Tutto denunciato da Sea Shepherd che si è vista costretta a pubblicare il numero del procedimento registrato dalla Polizia locale (il presunto aggressore sarebbe già stato raggiunto) a seguito dei post  pubblicati da alcuni cacciatori di delfini. Si ricoda, infatti, che Sea Shepherd è nei luoghi per contrastare l’annuale mattanza di globicefali. L’attacco contro Sergio Toribio, a detta di tali personaggi, sarebbe infatti un falso.

Un atteggiamento sicuramente non opportuno che complica i già tesi rapporti a seguito della presenza nell’arcipelago dei volontari di Sea Shepherd. Proprio nella giornata di ieri la Fondazione Brigitte Bardot, aveva scritto al Ministro dell’Agricoltura danese (le Isole Faroe fanno parte del Regno Unito di Danimarca) lamentando la presenza di una nave militare che starebbe seguendo gli interventi degli ambientalisti (vedi articolo GeaPress)

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