GEAPRESS – La ricostruzione diffusa pochi giorni addietro dal Consorzio scientifico Argomarine nel caso di ipotesi di sversamento in mare del petrolio contenuto nei serbatoi di Costa Concordia, è allarmante. Solo la parte nord occidentale dell’isola, quella di Giglio Campense, rimarrebbe apparentemente libera dagli aspetti più appariscenti dell’enorme macchia di carburante. La costa orientale, quella dove è adagiata la nave, la costa sud ed in minor misura quella occidentale, verrebbero avvolte dal greggio che devasterebbe in maniera grave sia l’ecosistema della costa rocciosa che i fondali dell’isola.

Nella simulazione di Argomarine viene rilevato come la particolarità della costa rocciosa dell’isola, spinge nuovamente in mare l’olio combustibile portato a riva dai frangenti. Solo una prima valutazione, che non tiene conto di alcuni fattori, quali l’evaporazione ed altri aspetti di natura idrodinamica, ma che mette in evidenza, in tutta la sua drammaticità, quello che si sta rischiando in queste ore. Non solo per l’isola ma per l’intero arcipelago toscano. La simulazione del Consorzio è relativa al riversamento in mare di 0,014 metri cubi di petrolio al secondo, per due giorni consecutivi.

E’ proprio di queste ore la notizia che, a causa delle peggiorate condizioni meteo, l’inizio dello svuotamento dei serbatoio slitterà ancora.  Max Iguera, rappresentante della società olandese Smith Salvage, incaricata della delicata operazione, ha annunciato che l’intervento potrà iniziare non prima della metà della prossima settimana.

Intanto già da alcuni giorni sull’Isola del Giglio è operativo il presidio della LIPU. Dovrà assistere, qualora ve ne fosse di bisogno, gli uccelli marini che rimarrebbero invischiati nell’olio combustibile. Di fondamentale importanza anche la vicinanza del C.R.U.M.A., il Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici, gestito dalla LIPU a Livorno. Una pluiridecennale esperienza maturata anche in occasione dei disastri in Galizia, nel 2002, e prima ancora della Haven nel porto di Genova nel 1991. Il Centro della LIPU ha già attivato i suoi volontari e sta vagliano le richieste di collaborazione che stanno pervenendo in queste ore.

Gabbiani, berte e marangoni che, secondo il Presidente della LIPU Fulvio Mamone Capria potrebbero essere colpiti già da una parziale fuoriuscita dell’olio contenuto nei serbatoi della nave.

I volontari presenti sull’isola operano in sinergia con la società incaricata dello svuotamento dei serbatoi. Sono attualmente sistemati in un vecchio ambulatorio veterinario messo a disposizione dal Comune. Per ora un presidio, nella speranza di non dovere rispondere ad alcuna emergenza.

Per oggi, intanto, le nuove tristi notizie che provengono dalla nave. Il corpo di una donna tedesca, la diciassettesima vittima, trovata nel ponte 6 senza giubbotto di salvataggio, … ammesso che mai nessuno le avesse detto di indossarlo. Poi i turisti, assurdi quanto inopportuni anche per il potenziale ostacolo ai frenetici avvicendamenti delle squadre di soccorso. Si fanno fotografare con lo sfondo della nave.

Per vedere con i loro occhi ciò che i telegiornali mandano continuamente in onda… un relitto che ormai è anche una bara” dicono Valerio e Francesca, due dei volontari allertati dalla LIPU, già da giorni sull’Isola del Giglio, pronti ad affrontare un’emergenza che nessuno si augura.

La LIPU ha annunciato che si costituirà parte civile contro i responsabili del naufragio della nave Costa Crociere.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati