GEAPRESS – Il video in calce all’articolo mostra uno dei rari filmati che ritraggono un incidente ai danni di un grosso uccello rapace. A Creta, un grifone finisce atterrato da una pala eolica. In quel caso c’era la telecamera ma secondo la LIPU molti uccelli non si rinvengono solo perchè sono trascinati via da animali salvatici. L’altro ieri l’ultimo incidente a Frosolone (IS), dove alla base di una torre eolica è stato trovato un raro Nibbio reale. L’ala, purtroppo, presenta fratture multiple e scomposte.

Secondo la LIPU è il secondo Nibbio in pochi mesi. E dire che i cosìddetti parchi eolici, dovrebbero essere forniti di una valutazione di impatto ambientale. Ma chi è in grado di valutare i danni causati agli uccelli? Sicuramente un bravo ornitologo che a ben guardare le relazioni allegate, raramente appare.

I Parchi, poi, hanno bisogno di venti costanti, condizione questa che si rileva particolarmente frequente nei crinali. Non solo torri con pericolose pale, che nessuno sa chi dovrà smaltire quando verranno dismesse, ma anche enormi strade che aprono nuove vie di transito non solo ai camion che debbono trasportare le torri spesso in aree da sempre inaccessibili.

La pericolosità delle pale dovrebbe imporre almeno il divieto di costruzione dei parchi eolici nelle aree protette, ma questo sembra un aspetto di secondo piano. Anzi, in Molise, come in altre parti, si continua a costruire. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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